Alabama Monroe: un film che ha lottato per le cellule staminali ma ha perso contro la Grande Bellezza

Antonia Cordedda

Desidero parlare di un film del 2012 che forse molti conoscono già, che mi ha colpito tanto per la tematica che affronta. Il titolo italiano è “Alabama Monroe”, quello originale  “The Broken Circle Breakdown”.  Film belga, genere drammatico, durata: 111 minuti. La regia è  di Felix van Groeningen. Non sono esperta di cinematografia belga, così come il nome del  regista e dei principali attori (Johan Heldenbergh, Nell Cattrysse, Veerle Baetens) sono sconosciuti a  me. Il film è  stato candidato per il Premio Oscar come miglior film straniero nel 2014.

 Ambientato inizialmente nei primi anni 2000 – durante la presidenza di George W. Bush e la nascita della Associazione Coscioni- Alabama Monroe affronta il problema di una coppia che ha una bambina malata di cancro. Il film parla d’amore, speranza, frustrazione, di trapianto di cellule staminali, poi di perdita e sofferenza. Temi strettamente legati alle battaglie della Associazione Luca Coscioni che sono a tutti noi familiari.

 Alabama Monroe narra la storia d’amore della coppia Elise e Didier. Elise ha un negozio di tatuaggi,lei dolce, solare, ha tatuaggi sparsi per  il corpo. Didier è pragmatico, taciturno, ateo,  suona il banjo in una band e vive in una roulotte nella sua fattoria. Suona la sera nei locali con un gruppo di musica bluegrass. L’America è il suo paese ideale, esattamente come la musica bluegrass, (meglio conosciuta come il country più puro),  colonna sonora del film.

 Fra i due  è amore a prima vista. Malgrado le palesi diversità caratteriali esiste tra di loro una profonda attrazione fisica e una   grande  passione. La loro vita si trasformerà con l’annuncio di una gravidanza   inaspettata, che spiazza entrambi, ma poi stimola la coppia a creare una famiglia.

 La bambina nasce sotto una cattiva stella durante i tragici eventi dell’11 Settembre, che il film mostrerà. Maybel a 6 anni si ammala di cancro, lo combatte aiutata da quel che il dottore e la bambina chiameranno “Capitan chemio”.

 Ma la chemioterapia non si dimostra efficace, così alla bambina sono trapiantate cellule ematiche meglio conosciute come cellule staminali. Il trattamento fa sperare, ma presto si ripresentano i segni     della malattia  sul fragile corpo di Maybel, e la bambina  muore, lasciando Elise e Didier tramortiti.

 Elise   si chiude in se stessa, si allontana dal marito.  Didier affronta il dolore ed esprime la sua rabbia scagliandosi contro gli attivisti sedicenti “pro-life”, che si battono per imporre divieti contro la ricerca sulle cellule staminali embrionali, cioè quella ricerca che avrebbe forse potuto aiutare a  sopravvivere Maybel. Elise e Didier  non riescono più a comunicare senza litigare e rinfacciarsi di tutto, mostrando  il dolore nello stato puro.

 Il film  Alabama Monroe denuncia apertamente il ruolo di   George W. Bush, ne mostra i  discorsi pubblici in cui  prende posizione a favore dei movimenti pro-life, contro la ricerca sulle  cellule  staminali embrionali, alla quale  blocca i finanziamenti impedendone di fatto così la sperimentazione nei laboratori pubblici.

 Questo film di denuncia non vuole solo essere lo sfogo emotivo di un padre, ma vuole   di più! Non regala allo spettatore l’illusione di un finale a  lieto fine. Lo vuole richiamare   alla realtà e alla responsabilità di cosa significa  vivere la vita. A mio modesto parere, Alabama Monroe avrebbe meritato l’Oscar per il coraggio di portare alla luce queste tematiche così fondamentali  nella vita di tutti. Purtroppo la giuria ha prescelto  un film italiano, ( la Grande bellezza),  che devo confessare non mi ha entusiasmato per niente. C’è da chiedersi se in questa decisione della giuria non siano intervenuti interessi di gruppi di potere pro life. Per ripetere una frase celebre si potrebbe dire che   pensare male non è giusto , ma a volte ci si azzecca.

Alabama Monroe- The Broken Circle Breakdown è stato doppiato egregiamente da bravissimi attori italiani che meritano di essere ricordati: Alberto Angrisano per Didier , Valentina Carnelutti per Elise, Arianna Vignoli per la piccola Maybelle.

 La loro bravura ha dato modo a me persona non vedente di capire momento per momento   la drammatica storia dei personaggi , trasmettendomi così profonde emozioni. Per questo affermo che Alabama Monroe è un film da vedere con il cuore, non solo con gli occhi.

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.