Aborto/ruini/bondi – Viale “applicare la 194 senza soggezioni e sudditanze.”

Silvio Viale

Silvio Viale è consigliere Generale dell’Associazione Coscioni, Segretario dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta  

"Ci vuole proprio molta faccia tosta a chiedere di applicare integralmente la 194, dopo trenta anni di boicottaggi e di indifferenza." Questo il primo commento di Silvio Viale, che da anni denuncia come l’aborto sia sempre stato "relegato ai margini della sanità", all’annuncio che il Coordinatore nazionale di Forza Italia avrebbe presentato un amozione per accontentare le richieste di Ruini sulla 194.

Silvio Viale è intervenuto con la seguente nota:
"Fino ad ora le posizioni anti-abortiste di Forza Italia erano confinate al trio Bertolini-Gardini-Carlucci, che si limitavano a fare l’eco di ogni presa di posizione della Chiesa contro la 194. Sebbene precisi di parlare a titolo personale, l’iniziativa del numero due di Forza Italia non può essere considerata la semplice riaffermazione di una posizione ideale, giungendo proprio alla vigilia della registrazione anche in Italia della RU486. L’AIFA ha dato il via libera e si è in attesa del decreto del ministro della sanità, che permetterà di utilizzare il mifepristone in accordo con le idicazioni che sono state approvate dell’Agenzia europea del farmaco (EMEA).
La campagna per una "moratoria degli aborti" è una pura provocazione, non essendo l’aborto una condanna imposta da un giudice, ma una scelta della donna, che in nessun caso può essere condannata ad una gravidanza contro la propria volontà.
Ho sempre sostenuto che non si deve avere paura di aggiornare la 194 ed ho sempre criticato l’ambiguità con cui molti considerano l’argomento un tabù, per cui non temo alcun confronto con il fronte "no-choice", che vuole limitare la possibilità di scelta.
Anche sui limiti dell’aborto terapeutico e sulle problematiche dei neonati prematuri, oggetto dell’ultima richiesta di Ruini, credo che il limite possa essere posto a 22 settimane, superando l’indeterminazione attuale (anche se ciò comporterà la modifica del monitoraggio di tutte le gravidanze), ma contemporaneamente occorre potere valutare le gravidanze patologiche, con feti gravemente compromessi, oltre tale limite, come prevedono le legislazioni di molti paesi europei. Oggi le donne con feti gravemente compromessi, poche decine di casi ogni anno, sono costrette ad andare in altri paesi per potere trovare un po’ di umana comprensione, un po’ di pietà, per potere ricominciare a sperare con una nuova gravidanza.
Bene ha fatto Sandro Bondi a presentare la sua mozione, anche se fosse per opportunismo o per provocazione. L’augurio è che si discuta davvero di aborto, di 194, di malformazioni, di gravidanze e dei problemi delle donne e delle famiglie, perchè non bisogna dimenticare che l’aborto è per le donne in età feconda, perchè riguarda sostanzialmente loro, le loro aspirazioni, i loro desideri e le loro costrizioni. Come negli anni ’70, noi ci schieriamo dalla parte delle donne, delle loro famiglie e della possibilità di scelta. Come allora, sarebbe un grave errore se altri ritenessero di chiamarsi fuori o di cedere alle pressioni della CEI. A sandro Bondi, a Forza Italia, a Volontè, a Pedrizzi, ai Teocom e ai Teodem, occorre rispondere nel merito per applicare integralmente la 194 senza soggezioni e senza titubanze, magri migliorandola."

Torino, 1 gennaio 2008.