Aborto, Viale: “Berlusconi favorevole a Ru486. Perché i giornali hanno oscurato il messaggio del Cavaliere?”

Silvio Viale, membro della direzione dell'Associazione CoscioniSilvio Viale, membro della direzione dell’Associazione CoscioniSilvio Viale, della direzione dell’Associazione Luca Coscioni e dirigente radicale, coglie con favore che Silvio Berlusconi sia favorevole alla RU486, come si evince dal messaggio semi-clandestino inviato all’Assemblea del Movimento per la Vita, che i principali quotidiani hanno preferito oscurare:

"Favorevole alla moratoria, contrario alle modifiche sulla legge 40, l’unica differenza tra Berlusconi e la lista "Aborto? No grazie" di Giuliano Ferrara è la RU486. Berlusconi non la cita, ma dice che si deve "applicare la legge 194 in tutte le sue parti", quindi anche l’art. 15 e la RU486, che è sola cosa concreta delle polemiche di questi mesi.

L’omissione non è casuale e non è liquidabile come una semplice dimenticanza, per quattro ragioni. La prima perché Berlusconi sa che l’approvazione da parte dell’AIFA è inevitabile ed imminente. La seconda perché sa che una parte del suo potenziale elettorato può tollerare impegni generici con il MPV, ma non un integralismo antiscientifico verso quello che, in fondo, è solo un farmaco. La terza perché sa che la maggioranza degli italiani è favorevole alla Ru486. La quarta perché sa che gli italiani, quando è necessario, usano divorziare ed abortire a destra come a sinistra.

Nel messaggio al MPV Berlusconi adotta la strategia della doppia rivelazione: da un lato prende impegni generici a mezza voce con il MPV, ma dall’altra evita di sbandierarli in giro come se si vergognasse. Ed infatti, persino gli impegni su moratoria e sulla legge 40 sono accuratamente evitati nei suoi comizi e nelle sue interviste."

"Ma perché i principali quotidiani hanno oscurato il messaggio del Cavaliere al MPV?

Eppure, proprio il testo del messaggio al MPV dimostra come su aborto, contraccezione e reddito familiare è possibile accorciare le distanze, se si affrontassero i punti concreti e se ne parlasse di più. Non mi riferisco solo alla significativa "dimenticanza" sulla RU486, che apprezzo, ma anche alla questione degli "aiuti alle madri", che condivido pienamente.

Infatti, anch’io penso che occorra dare "concrete possibilità alle madri, anche nelle condizioni più difficili, di far nascere un bambino, con la certezza che qualcuno poi si prenderà cura di entrambe", ma debbo far rilevare che la vera questione che Berlusconi omette è un’altra. Che si tratti dei mille euro del "bonus bebè" promessi da Berlusconi, dei 2.880 euro in 16 mesi del progetto "Gemma" del MPV o dei 2500 euro annui fino ad una certa età del "bonus" promesso da Veltroni, la vera domanda è quanto si condivida il principio "aiutare, ma non obbligare". In altre parole, la domanda alla quale Berlusconi dovrebbe rispondere è quanto si debba ostacolare l’aborto della donna che non ritiene sufficienti gli aiuti offerti o che vuole abortisce per altre ragioni? Da Veltroni ha avuto una risposta, da Berlusconi ancora no. I candidati a Premier hanno il dovere di dire quanto cercheranno di ostacolare l’aborto. Chissà se c’è ancora un giornalista in questo paese che ha il fegato di chiederlo? Forse è la stesa risposta che attende ancora il Movimento per la vita."