Già denunciato dai radicali e Ass. Coscioni l’ospedale San Carlo di Potenza
Dichiarazione di Maurizio Bolognetti, Consigliere Generale Associazione Coscioni e Segretario Associazione Radicali Lucani
In Lucania la legge 194 è quotidianamente boicottata da un esercito di obiettori. Ad oggi la Basilicata detiene il record italiano di medici obiettori di coscienza all’aborto con una percentuale vicina al 93 per cento.
Nell’ambito di questo primato registriamo le situazioni della più grande azienda ospedaliera della Basilicata, l’ospedale San Carlo di Potenza, dove la percentuale di obiettori è del 95 per cento e dell’ospedale di Lagonegro, che vanta un primato nel primato, con il cento per cento di obiettori.
L’ospedale San Carlo di Potenza, come detto, è la più grande azienda ospedaliera della Basilicata, ed è proprio occupandoci dall’applicazione della legge 194 che abbiamo potuto riscontrare come questa struttura sia letteralmente occupata dai militanti di organizzazioni antiabortiste vicine al Vaticano.
Due le convenzioni tutt’ora operative: la prima, quasi decennale, con il Cav(Centro di aiuto alla vita); la seconda, stipulata con l’associazione "Difendere la vita con Maria".
Oggi, dopo una dura battaglia condotta dall’Associazione Radicali Lucani e dall’Associazione Coscioni, non è più consentito ai militanti del Cav violare disinvoltamente la privacy delle donne che scelgono il San Carlo per le interruzioni di gravidanza.
Fino al gennaio del 2007, in base a quanto previsto dalla convenzione San Carlo-Cav, i militanti dell’associazione antiabortista potevano deambulare liberamente nei reparti di ostetricia e ginecologia nei giorni previsti per la prenotazione e l’espletamento dell’iter per l’intervento di IVG.
Oggi, pur permanendo all’interno del San Carlo una presenza militante, la direzione si è vista costretta a porre dei paletti, circoscrivendo l’azione del Cav fuori dai reparti di Ostetricia e Ginecologia.
Una piccola conquista in un contesto che rimane comunque militarizzato da chi, essendo legittimamente antiabortista e contrario all’utilizzo dei più comuni metodi anticoncezionali, dovrebbe svolgere la sua opera militante fuori dalle strutture pubbliche e da un ospedale della Repubblica Italiana.
Al San Carlo di Potenza, come a Lagonegro, come in tutta la Basilicata è stato messo in piedi un potente apparato dissuasivo finalizzato al boicottaggio della legge 194.
Non è un caso che il 50 per cento delle donne lucane che decidono di praticare l’IVG si rechi fuori regione, ed è ragionevole pensare che, grazie a questa incredibile situazione, ci sia ancora aborto clandestino, magari praticato proprio da qualche medico che nelle strutture pubbliche si dichiara obiettore.
Per me, per noi militanti radicali, tutto questo costituisce una pratica violenta, tesa a distruggere la libertà di scelta, alla quale non vogliamo e non possiamo rassegnarci.
Ed è proprio per ripristinare un minimo di legalità in seno all’Azienda ospedaliera San Carlo che il 26 gennaio del 2007 abbiamo depositato una denuncia presso la Procura della Repubblica di Potenza.
Ad oggi non abbiamo ancora ricevuto risposte, ma non disperiamo, pur sapendo che in terra di Lucania toccare la Curia e le sue organizzazioni paramilitari significa di fatto essere messi all’indice.