La regione Lazio ha preso una decisione molto importante, che in altri paesi europei è già prassi da molti anni: anche nei consultori familiari sarà possibile accedere all’interruzione di gravidanza con RU486.
Dichiarazione Filomena Gallo e Mirella Parachini, Mario Puiatti, Anna Pompili per le associazioni Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica, AIED e Amica.
Apprendiamo dai media la decisione della Regione Lazio di consentire alle donne, dalla prossima estate, l’accesso all’aborto farmacologico con la pillola RU486 anche nei consultori familiari (determinazione 16 marzo 2017, n. G03244 della Direzione Salute […]).
Sicuramente si tratta di un altro passo avanti e ciò determina in primo luogo quella de-ospedalizzazione dell’aborto che fa parte del piano di riorganizzazione della sanità del Lazio. Questa importante azione risponde anche alle richieste dei medici. Insomma, dopo il concorso riservato ai medici non obiettori, con questa nuova svolta il Lazio si allinea agli altri paesi europei, dove l’aborto farmacologico è una pratica ambulatoriale.
L’aborto farmacologico nei consultori sarà in grado di diminuire la pressione sugli ospedali e potrà offrire alle donne un’assistenza in ogni caso adeguata con un rilancio del ruolo dei consultori stessi. Ci auguriamo, dunque, che altre regioni ne seguano l’esempio del Lazio.
Come sempre abbiamo sostenuto ci vuole volontà politica per affermare correttamente diritti e leggi, e il Lazio ha dimostrato che si può.

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.