Aborto/ Betori – Viale “gli farà molto male, ma è solo la verità”

Silvio Viale

Silvio Viale, ginecologo "non obiettore" e dirigente radicale; replica a Mons. Betori, Segretario generale della CEI, sulle responsabilità della vicenda di Genova:

" Mons. Giuseppe Betori dice che gli "fa molto male leggere editoriali che attribuiscono le responsabilità alle posizioni anti-abortiste e all’obiezione di coscienza". Gli farà molto male, ma è vero. Se io fossi al Gaslini, invece che al S.Anna di Torino, probabilmente tutto ciò non sarebbe accaduto. La vicenda di Genova ha scoperchiato la pentola, mettendo a nudo la 194 e la sua non applicazione. Affermare che tutto ciò sia "la conseguenza di una mentalità abortista senza confini, che non accetta nemmeno i limiti della legge" è ipocrita. Ipocrita è restringere artificiosamente i confini della 194, negare la RU486 e dilatare i tempi per l’intervento. Ipocrita è offrire la diagnosi prenatale (ecografie, amniocentesi, villocentesi) e poi non fare aborti, magari consigliarli e abbandonare le donne a se stesse, come accade al Gaslini. Ipocrita è non rispettare la legge, dove dice che la donna ha il diritto di ottenere l’aborto "in via d’urgenza" allo scadere dei sette giorni (art. 8, ultimo comma).. Ipocrita è nascondersi dietro l’opportunismo dell’obiezione di coscienza. Mons. Bettori può benissimo ritenere che la gravidanza, desiderata o indesiderata che sia, debba comunque prevalere sempre sulla donna, ha il diritto di proclamarlo, ma non può pretendere che le istituzioni lo seguano, come invece è accaduto a Genova e accade in molte parti d’Italia. In realtà, però, Betori un po’ di ragione ce l’ha, perché le responsabilità della mancata applicazione della 194 non sono tanto di Betori, ma dei responsabili regionali della sanità che continuano ad ostentare disinteresse, incoerenza e sudditanza. In fondo, al Gaslini abbiamo solo assistito all’applicazione pratica del metodo Ferrara-Betori."