Aborto: Ass. Coscioni, appello a tutti gli operatori della 194 e ai direttori generali delle aziende ospedaliere.

Dichiarazione di Mirella Parachini membro di Giunta dell’Associazione Coscioni e Vice-presidente FIAPAC (Federazione Internazionale degli Operatori di Aborto e Contraccezione)

A pochi mesi dalla promulgazione della legge sulla Interruzione volontaria della gravidanza in Portogallo apprendiamo che nove pazienti su dieci in quel paese ricorrono all’aborto farmacologico con la pillola a base di mifepristone o RU486. In Italia, dove la legge esiste da quasi 30 anni, dobbiamo ancora sentire i commenti scomposti di chi si esprime solo sulla base di furori ideologici e senza alcuna competenza scientifica in materia.
Mi rivolgo a tutti gli operatori della Legge 194 e ai Direttori Generali delle Aziende Ospedaliere per attrezzare sin da ora i servizi di IVG per applicare il metodo farmacologico. Questo comporta una riorganizzazione del modo di lavorare e di accogliere le pazienti, anche dotandosi di locali adeguati e affrontando la spinosa questione della durata del ricovero delle pazienti.

Va rivisto inoltre il sistema di rimborso della prestazione da parte delle regioni dal momento che l’intervento, finora considerato come un DRG chirurgico, diventerà una prestazione medica , con un evidente risparmio economico.
L’introduzione di una nuova (si fa per dire) metodica nella pratica clinica non può avvenire senza il coinvolgimento degli operatori e di chi amministra i servizi sanitari. I centri europei dove già da anni si applica l’aborto farmacologico sono pronti ad accogliere chi, tra i ginecologi italiani, volesse seguire uno stage di apprendimento del metodo.