Sulle droghe l’UE investa in informazione e partecipazione dei cittadini

strategia europea droghe

Per la prossima strategia europea sulle droghe occorre promuovere assemblee di cittadini estratti a sorte nelle aree più colpite come strumento innovativo per affrontare un tema controverso – Questa la proposta dell’Associazione Luca Coscioni per la consultazione pubblica sulla EU Drug Strategy 

Chiusa ieri la consultazione pubblica indetta dalla Commissione Europea per ricevere suggerimenti da comuni cittadini e organizzazioni di settore sulla nuova Eu Drug Strategy, il documento programmatico settennale in corso di discussione, che definirà la politica droghe dell’Unione Europea a partire dal 2021.

Una proposta significativa arriva dall’Associazione Luca Coscioni: includere nella strategia processi partecipativi istituzionali che consentano ai cittadini europei di informarsi e incidere sulle decisioni riguardo le politiche sulle droghe. Lo strumento democratico che si propone è quello della Citizens’ Assembly: cittadini sorteggiati in base a specifici criteri, che col supporto di esperti studiano, dibattono ed elaborano raccomandazioni su questioni di interesse generale, dove la politica elettorale non riesce a dare soluzioni adeguate. 

Si tratta di una prassi che negli ultimi anni è diventata un modello di successo internazionale, anche in diversi paesi dell’Unione Europea. Su tutti, l’esempio dell’Assemblea dei Cittadini irlandese su un tema come l’aborto è rappresentativo di quanto queste occasioni di incontro tra cittadini sorteggiati favoriscano soluzioni di interesse pubblico all’insegna del compromesso tra cittadini che partono da vedute personali differenti.

Come spiegano Lorenzo Mineo e Marco Perduca dell’Associazione Luca Coscioni “un tema controverso come le droghe si presterebbe particolarmente a questo tipo di consultazioni popolari, favorendo l’informazione dei cittadini sulle conseguenze del traffico illegale di sostanze, e una soluzione di mitigamento di approcci circa il tipo di politiche da implementare. La scala locale, con particolare riguardo alle periferie e alle aree urbane maggiormente colpite dalle conseguenze del traffico illecito di droghe, potrebbe essere la più adeguata a questo tipo di Citizens’ Assembly. Ci auguriamo che la Commissione prenda in considerazione questa proposta e apra la strada a un’innovazione democratica che permetterebbe di affrontare i problemi al di fuori delle dinamiche di inseguimento del consenso a breve termine, tipiche delle consultazioni elettorali”.

 

Responsabile legale della Lista Referendum e Democrazia dal 2022 e Presidente del Comitato Promotore Referendum Cannabis Legale (2021), per l’Associazione coordina varie attività. Senatore radicale (2008 – 2013) per 20 anni ha rappresentato il Partito Radicale all’ONU. Ha collaborato con studi legali inglesi e fondazioni americane su questioni di diritti umani in Italia. Nel 2018 ha fondato Science for Democracy e nel 2021 è stato Sherpa per il Values 20 Group. Ha pubblicato “Operazione Idigov, Come il Partito Radicale ha sconfitto la Russia di Putin alle Nazioni Unite” e “Farnesina Radicale, memorie scelte di vent’anni in giro per il mondo per il Partito Radicale”, “Sgorga Tumulto, finzione, funzione non fazione politica” e curato  “La Cannabis fa bene alla Politica”, “Terapie Stupefacenti” e “È la dose che fa ‘l veleno” (tutti con Reality Book). Per Fandango Libri, con Filomena Gallo ha curato “Proibisco Ergo Sum” (2018) e con Giulia Perrone “Così San Tutt3” (2021). È laureato in lingua e letteratura nord-americana.