«Sulla droga governo assente» – Il piano c`è. Ma resta nel cassetto

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Il Giorno – Il Resto del Carlino – La Nazione
Lorenzo Sani

Patrizia De Rose, capo del Dipartimento per le politiche antidroga, avrebbe nel cassetto una relazione di 700 pagine pronta per il Parlamento. Il condizionale è una ciambella di salvataggio nell`anomalia di una struttura che non comunica con la periferia del sistema, perché politicamente è ancora clamorosamente acefala.

Lo scorso anno fu il ministro Boschi a firmare la relazione annuale, ora non si sa. La delega l`ha tenuta Matteo Renzi. Il Pd si è svegliato di recente e ha riunito al Nazzareno una quarantina di soggetti attivi nel campo delle dipendenzè, invitando a sorpresa anche due rappresentanti di San Patrignano. A inizio 2016 ci sarà la Conferenza nazionale che manca da 6 anni.

«Sulla questione droghe il governo risulta afasico», sostiene Leopoldo Grosso, portavoce del Cartello di Genova e presidente onorario del Gruppo Abele. «Dopo un primissimo vagito nei giorni iniziali del suo insediamento, non ha più battuto un colpo, nonostante il semestre italiano di presidenza dell`Unione europea, occasione mancata per presentare la discontinuità dalla gestione Giovanardi-Serpelloni».

Da tempo Grosso punta il dito contro lo stallo del Dpa. «Il Dipartimento ogni anno finanzia progetti a sostegno di obiettivi ritenuti prioritari o sperimentali, in collaborazione con i servizi pubblici e il privato-sociale accreditato: tutto è fermo e sono state bloccate
anche le progettazioni che fruivano di una biennalità già predeterminata. L`indispensabile collaborazione con le Regioni, molto tormentata nella precedente gestione, non è stata ancora riavviata».

Cosa aspetta la politica a fare la propria parte? «Il consigliere Patrizia De Rose è un tecnico, ha ereditato una situazione complessa e complicata» sostiene il radicale Marco Perduca. «Non avendo un referente politico rischia di pagare dazio. Usciamo da 50 anni di politiche fallimentari sulle droghe, diventa fondamentale riscattare il ruolo dell`Italia all`estero, isolata in un proibizionismo che non appartiene più neppure agli Stati Uniti».

Appuntamento al prossimo aprile (19-20-21), quando «avrà luogo la sessione straordinaria delle Nazioni Unite, per rivedere e discutere le linee della politica sulla droga, tenendo conto che tutto nel mondo mondo è cambiato e gli stessi Paesi del Sudamerica vogliono la dichiarazione di fallimento della guerra alla droga così come finora 
è stata condotta. Come vi arriverà l`Italia, con quali linee?» si chiede Franco Corleone, garante dei detenuti che, per inciso, con la cancellazione della Fini-Giovanardi sono diminuiti di 5.500 unità.

«Il passato del Dpa è stato vissuto sotto l`ombrello di una legge molto ideologica, con una forte caratterizzazione punitiva e di stigma verso i consumatori. Riallacciare i fili con le Regioni, il privato sociale e aprirsi al confronto è una priorità, ma la politica deve dare segni di vita. La consulta degli esperti, prevista dalla legge, è stata convocata in tanti anni soltanto una volta: per esaminare il caso del cantante Morgan. E normale?».

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.