“Abbiamo già perso 6 figli per noi finisce un incubo”

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La Repubblica
Caterina Pasolini

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ROMA – «Per colpa di una legge ingiusta e di una malattia genetica ho perso sei figli. Questa sentenza è la fine di un incubo, è la certezza di sapere che comunque vada non dovrò più passare attraverso il dolore di aspettare con ansia un bambino e poi perderlo.

Valentina Magnanti, 29 anni, sposata con Fabrizio, quasi non ci crede che tutto sia cambiato grazie anche al loro ricorso, presentato con l’associazione Coscioni assieme ad altre coppie. Ora, con la voce felice ma segnata da anni di battaglie dolorose, ricorda il suo calvario. Comune a centinaia di migliaia di aspiranti genitori affetti in Italia da malattie genetiche trasmissibili — dall’anemia mediterranea alla distrofia muscolare — che per anni hanno lottato contro la legge 40.

Cosa cambia per voi?

«Finalmente non siamo più cittadini di serie B. La legge 40 prevedeva che potessero fare la fecondazione assistita, e di conseguenza la diagnosi pre-impianto, solo le coppie sterili. Quindi noi eravamo esclusi. Certo, io e Fabrizio siamo capaci di generare, io posso restare incinta ma ho un’altissima probabilità di trasmettere il male ai nostri figli. Malattie genetiche che spesso non danno speranza. Ma per lo stato italiano eravamo ugualmente liberi.

Eravate liberi?

«Avevo la libertà di restare incinta e di abortire al quinto mese una volta scoperto che la malattia genetica era stata trasmessa al feto. Me lo ricordo come uno strazio, praticamente un parto, mentre altre cinque volte è stata la natura a decidere, a farmi perdere il bambino quando ero incinta di pochi mesi. Si immagini il dolore, la sofferenza dopo aver tanto desiderato un figlio. Noi chiedevamo solo di essere come gli altri. di avere una possibilità. Quella che ti regala senza traumi la diagnosi pre-impianto: una volta creati gli embrioni si esaminano e si impiantano nell’utero solo quelli sani, con una possibilità di vita.

C’è chi parla di eugenetica 

Qui non si tratta di volere figli perfetti, qui si parla solo di mettere al mondo bambini che abbiano una possibilità di vita. E comunque non potete immaginare il senso di colpa.

Senso di colpa? 

Certo, ti senti colpevole, responsabile, all’interno della coppia, nei confronti del futuro neonato: sei tu che hai il male, sei tu che glielo trasmetti».

Difficile reggere per una coppia

«Se non hai un rapporto forte e stabile è difficile attraversare il continuo sali scendi di emozioni e paure che sono gli anni passati tra tentativi per restare incinta, sperando che quella volta la malattia non si presenti, e la delusione quando la gravidanza non va avanti perché la natura stessa decide.

Aveva pensato di andare all’estero?

Molti hanno attraversato il confine per fare la diagnosi pre-impianto, ma io non avevo i soldi e soprattutto trovavo inaccettabile essere considerata una cittadina di secondacategoria, senza diritti.

Accusa i politici? 

La legge l’hanno cambiata igiudici e noi coppie che abbiamo usato le nostre storie con gli avvocati per convincerli. Da parte dei politici che hanno fatto una legge assurda c’è stato invece un silenzio irreale sulleproteste, sul dolore di migliaiacti persone. E come se facessero le leggi non pensando che dietro ai codici ci sono degli esseri umani.

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L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.