Caro Direttore, gli interventi degli scienziati sul tema degli Ogm hanno permesso che il dibattito tornasse alla luce in un’Italia che vieta da decenni alla ricerca scientifica pubblica di verificare in campo le innovazioni che produce nei laboratori. Un divieto, anche incostituzionale, che ci impedisce di lavorare per recuperare le “tipicità” delle piante e dei prodotti italiani in estinzione, e che non ha eguali nei Paesi sviluppati. Anche i nostri prodotti tipici non sopravvivono senza manutenzioni. Più l’Europa e l’Italia sono assenti dal tavolo dell’innovazione in agricoltura, più le multinazionali avranno spazi per decidere dei nostri destini. Da noi, un’estesa coalizione con una incredibile forza economica, mediatica e di interessi, anche personali, si è organizzata per cancellare o presentare come “faziose” le prove scientifiche verificate dalle più prestigiose autorità scientifiche e sanitarie internazionali, ad esempio sul mais Bt, e per accogliere al suo interno l’ambasciatricedi Expo Vandana Shiva. Che alla prima intervista “non complice” ha ammesso che erano infondate le sue stesse parole sui presunti genocidi di contadini indiani che lei stessa attribuiva agli Ogm. Jenner Meletti, sempre su Repubblica, ha accertato che uno dei perni di questa coalizione ostile agli Ogm, Coldiretti, vende mangimi Ogm nei suoi Consorzi agrari e usa tali mangimi nei suoi allevamenti. Il mais Ogm del tipo Bt è l’unico Ogm coltivabile in Europa e noi ne vietiamo invece la coltivazione, ma continuiamo ad importarlo dall’estero per usarlo in quei mangimi, a tuttodanno ( fino ad 800 milioni di euro l’anno) dei nostri imprenditori agricoli. Se qualcuno teme che gli Ogm possano generare danni alla salute, vieti l’importazione di tutti i circa trenta tipi di Ogm che importiamo, autorizzati anche per il consumo umano. II paradosso del dibattito sugli Ogm sta in queste ambiguità. Li importiamo e li mangiamo, ma non li studiamo né li coltiviamo, infischiandocene di informare i consumatori con delle etichette su tutto quanto deriva da animali nutriti con Ogm, anche prodotti Doc ed Igp. Rispetto a mais coltivati con altri tipi di agricoltura, il mais Bt è una pianta più “biologica” e più sicura perla salute perché meno inquinata da pericolose micotossine e più rispettosa per l’ambiente perché evita due trattamenti con insetticidi, i veri nemici della bio-diversità. Dal 2001 è scaduto il brevetto sull’erbicida glifosate, quest’anno scade quello sulla soia Ogm e nel 2015 quello sul mais Bt. Quando scadrà la paura dei semi brevettati? Nel frattempo, i nostri agricoltori continueranno a comperare i semi non-Ogm dalle stesse multinazionali dei semi Ogm. Questo perché la favola della cosiddetta “sovranità alimentare” finge di dimenticare che noi non abbiamo aziende sementiere di dimensioni significative e siamo i rivenditori di semi pensati e prodotti all’estero. Anche la maggior parte dei grani per fare il pane o la pasta italiana, a furia di “narrare il cibo” sono perla maggi orparte fatti con semi e farina esteri. Ci vogliono illudere di essere i proprietari di lussuosi ristoranti mentre siamo già finiti da tempo a fare solo i cuochi nei nostri ex ristoranti ora in mani straniere. A furia di parlare di “sovranità alimentare” da cuochi ci ridurremo a fare i camerieri. I nostri figli e gli studenti dei nostri laboratori fuggono da un paese incapace di distinguere tra realtà e favole. Questa classe dirigente è nata quando eravamo 2 miliardi sulla Terra, ora siamo oltre7 miliardi esesiamoqui non ègrazie alla “tradizione”, ma all’innovazione. Chi avversa il progresso ha vissuto molto al di sopra dei propri mezzi (la bilancia agroalimentare italiana è in rosso da sempre e nel solo 2013 per 4,5 miliardi di euro) e costoro non comprendono i problemi reali che ha la nostra agricoltura e forse tra poco a quei ristoranti accederemo solo per rovistare nel bidone dell’immondizia. Che nessuno dimentichi che le famiglie italiane stanno riducendo la spesa per i generi alimentari di prima necessità.

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.