Salute e libertà non sono questioni di coscienza

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Europa
Marco Cappato, Filomena Gallo

Ci sono temi, che riguardano le persone in carne ed ossa, che la politica ufficiale ha cacciato dalla porta, ma che rientrano costantemente dalla finestra della cronaca e della giurisprudenza: che siano vicende come quelle di Vincent Lambert in Francia, o sentenze della Consulta sulla legge 40. Perseverare nel voler ricacciare questi temi ai margini della vita istituzionale sarebbe diabolico, oltre che demenziale sul  piano del consenso politico se solo la gente fosse davvero informata. Venerdì 4 luglio si terrà il consiglio generale dell`Associazione Luca Coscioni, cioè del soggetto politico, costituente del Partito radicale, impegnato su tutti i fronti delle cosidette libertà civili: ricerca scientifica, fecondazione assistita, eutanasia, droghe, aborto e salute riproduttiva. Vorremmo che fossero in molti i parlamentari che decidono di occuparsi attivamente di questi temi, raggiungendo così quel manipolo di nostri iscritti, di diverso schieramento politico, che non fanno mancare la propria voce. Si potrebbe così passare dall`attuale azione, di fatto condotta a titolo personale e “nonostante” il disinteresse o l`ostilità dei partiti, ad un salto di qualità per porre a tutte le forze politiche il dovere di confrontarsi con la possibilità di un`alternativa liberale e laica, cioè fondata sull`autodeterminazione individuale nei vari momenti della vita, dall`inizio alla fine. Due settimane fa abbiamo chiesto – proprio da queste pagine – al presidente del consiglio di abbandonare la difesa della Legge 40 a Strasburgo per quanto riguarda il divieto italiano alla ricerca sugli embrioni. Renzi non ha risposto, ma apprendiamo ora che il governo avrebbe rinunciato a costituirsi nel procedimento davanti alla Corte costituzionale sul divieto di accesso dei pazienti non sterili alla fecondazione assistita. Ci auguriamo non sia stata una dimenticanza, ma una scelta in discontinuità con 10 ami di perdente ostinazione degli esecutivi italiani nel difendere quella legge anticostituzionale. La questione è tanto più significativa, se pensiamo che furono i vertici degli allora DS, dopo iniziali resistenze e contrarietà e incalzati dall` Unità allora diretta da Furio Colombo, a impegnare ufficialmente il partito in una campagna purtroppo debole e tardiva. Da allora, ci siamo trovati insieme a singoli esponenti di ogni colore politico, dunque anche del Pd, che hanno continuato ad impegnarsi per superare la legge. Quello però non è mai diventato davvero una priorità politica per nessuno, nemmeno per il Pd, nonostante il consenso quasi unanime degli elettori democratici. Le occasioni che si presentano sulla legge 40 sono molte. Sia il governo che il parlamento possono rimuovere i divieti che impediscono a tante coppie di avere un bambino. La politica li vuole aiutare, favorendo la ovodonazione? I giudici  di Strasburgo sono stati chiamati a decidere se Teresa e Filippo possono donare alla ricerca scientifica, contro malattie mortali, i propri embrioni non idonei a una gravidanza; siamo in attesa di decisione. Entro dicembre la Corte deciderà se coppie fertili affette da gravi patologie genetiche, potranno accedere alla fecondazione assistita senza rischiare l`ennesimo aborto. In queste storie di coppie che si sono rivolte all`Associazione, le forze politiche possono ritrovare l`urgenza della decisione. Considerazioni analoghe possono essere fatte su temi come la eliminazione delle discriminazioni contro le unioni omosessuali – rilanciata dalla prese di posizione di Berlusconi, dopo Pascale e Feltri o il tema del fine-vita, con la nostra proposta di legge di iniziativa popolare in attesa da oltre 9 mesi di essere discussa in parlamento, nonostante l`appello del capo dello stato a non accantonare il tema del fine-vita e nonostante la decisione anche del comune di Roma – attivato attraverso nostre iniziative popolari come a Torino e a Milano – di istituire quei registri comunali per il biotestamento disponibili già per un quinto degli italiani. L’associazione Luca Coscioni è uno strumento a disposizione di coloro interessati a battersi per creare nuove libertà, con il metodo  radicale dell`iniziativa giudiziaria e popolare, con la nonviolenza, «dal corpo dei malati al cuore della politica». Nessuno può sentirsi autorizzato a derubricare sotto la voce “questioni di coscienza” obiettivi che riguardano la salute e la libertà di tutti i cittadini. 

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.