
Nel 1980 ho sposato Piergiorgio Welby. Era affetto da distrofia muscolare, passava la notte soffrendo. Piergiorgio non poteva respirare autonomamente, non poteva sbadigliare, non poteva tirare un sospiro. Una macchina gli alzava e abbassava il torace. Prima di morire ha deciso dl usare il suo corpo per arrivare al cuore della politica.
Grazie al Partito Radicale e all’Associazione Luca Cosdoni di cui era co-presidente, ha intrapreso la battaglia per la legalizzazione dell’eutanasia. In una lettera del settembre 2006 scrisse al Presidente Napolitano : Fino a due mesi e mezzo fa la mia vita era sì segnata da difficoltà non indifferenti, ma almeno per qualche ora del giorno potevo, con l’ausilio del mio computer, scrivere, leggere, fare delle ricerche, incontrare gli amici su intemet. Ora sono come sprofondato in un baratro da dove non trovo uscita.
La giornata inizia con l’allarme del ventilatore polmonare mentre viene cambiato il filtro umidificatore e il catetere mount, trascorre con il sottofondo della radio, tra frequenti aspirazioni delle secrezioni tracheali, monitoraggio dei parametri ossimetrici, pulizie personali, medicazioni, bevute dl pulmocare. Era questa ormai quella che qualcuno chiama la vita” di Piergiorgio e per questo chiese di poter esercitare il suo diritto dl morire. Scrisse: L’eutanasia non è “morte dignitosa”, ma morte opportuna, nelle parole dell’uomo di fede Jacques Pohier. Opportuno è ciò che ‘spinge verso il porto”; per Plutarco, la morte del giovani è un naufragio, quella del vecchi un approdare al porto e Leopardi la definisce il solo “luogo” dove è possibile un riposo, non lieto, ma sicuro. In Italia, l’eutanasia è reato, ma ciò non vuol dire che non esista.. In Italia chi aiuta un malato terminale a morire rischia fino a 12 anni di carcere. II diritto costituzionale a non essere sottoposti a trattamenti sanitari contro la nostra volontà è costantemente violato. II 13 settembre 2013 abbiamo consegnato in Parlamento una legge di iniziativa popolare che regola l’eutanasia e il testamento biologico sottoscritta da oltre 79mila cittadini. Lunedì 5 maggio ho lanciato una petizione su change.org/eutanasialegale che in una settimana ha raccolto altre 80mila persone.
Ogni mercdedì mi trovate in piazza Montecitorio per cercare di parlare della nostra proposta.’ Oggi chiedo a Boldrini e a Grasso, ai capigruppo e ai presidenti delle commissioni Giustizia e Affari sociali, in memoria dl Piergiorgio e per il diritto di tutti, la calendarizzazione in aula della proposta di legge popolare. Piergiorgio amava la vita, ma per lui la vita era altro dall’essere condannato a stare inchiodato a un letto. Purtroppo a troppi Piergiorgio silenziosi e silenziati si nega il diritto alla propria libertà.

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.