
«I 3 milioni di euro da destinare ai malati di SLA sono ancora bloccati?» Se lo chiede la sindaca di Quarto d’Altino Silvia Conte che con un post su Facebook attacca e chiama in causa l’assessore regionale Remo Sernagiotto. «Sono senza parole. Non riesco a trovarne per descrivere il comportamento dell’assessore regionale: lasciare in un cassetto per oltre due anni i soldi che lo Stato ha destinato alle Regioni specificatamente per dare sostegno alle famiglie con malati di SLA».
Tutto nasce dalla segnalazione della famiglia di un malato di SLA che ha contattato la sindaca di Quarto spiegando che non sono ancora cambiate le loro condizioni rispetto al 2013, quando si erano visti scendere il contributo da 50 a 15mila euro. «Sernagiotto aveva assicurato che avrebbe trovato un modo con i resti, di integrare gli aiuti alla famiglia che però ora teme di non farcela. Ho fatto delle verifiche in Regione, con alcuni consiglieri regionali del PD, e ho avuto la conferma che parte del fondo del 2011 potrebbe non essere ancora stato ripartito e che dei 7 milioni 810 mila euro del “Fondo per le non autosufficienze” attribuiti al Veneto per progetti finalizzati a realizzare e potenziare percorsi assistenziali domiciliari per malati di SLA, oltre 3 milioni sarebbero ancora bloccati». Se confermata, per la sindaca si tratterebbe di una situazione «scandalosa». A Quarto d’Altino da anni, con la famiglia Zambon, conduce una battaglia per chiedere più contributi per Andrea, malato di SLA dal 2011 e accudito in casa. «I bisogni delle famiglie colpite da questa grave malattia sono sempre crescenti. Ci sono famiglie – conclude Conte – che non riescono a sostenere le spese di cura domiciliare che nei casi più gravi deve essere garantita H24. Questo Fondo non è sottoposto ai vincoli del Patto di Stabilità e i soldi avrebbero potuto essere erogati, secondo i criteri condivisi con le associazioni, già molto tempo fa».