Sul mais Pioneer decide Bruxelles

Il sole 24 Ore Agrisole
Ernesto Diffidenti

Ancora nessuna maggioranza qualificata né a favore né contro l’autorizzazione alla coltivazione del mais Ogm. Nell’ultima riunione sul via libera al Pioneer 1507, però, 19 paesi si sono detti contrari, tra cui l’Italia, mentre altri quattro hanno annunciato l’astensione.

Un fronte molto vasto che la presidenza greca non ha fatto votare: solo in presenza di voto, infatti, scatterebbe il vincolo giuridico per la Commissione di autorizzare la coltivazione. Senza voto, insomma, la scelta «tecnica» invocata dalla Ue assumerebbe un valore «politico». II condizionale, tuttavia, è d’obbligo perché le norme sono controverse. L’unica certezza è che il mais Pioneer proseguirà il suo iter procedurale nelle mani esclusive della Corn-missione Ue che, come accaduto nell’ultimo decennio, appare intenzionata a dare il via libera forte anche di 6 pareri positivi del-l’Efsa e di un’ingiunzione della Corte Ue. Il commissario alla Salute, Tonio Borg, aveva invitato i ministri prima del voto ad «assumersi piena responsabilità», anche perché, aveva avvertito, «in assenza di una maggioranza qualificata la legislazione in vigore richiede alla Commissione di adottare questa proposta» a favore del via libera al mais Pioneer 1507. E lo ha ribadito rispondendo anche ad una lettera inviata da 12 paesi (Italia compresa). A gelare le speranze dei paesi anti-Ogm, guidati dalla Francia insieme a Italia, Grecia e Lussemburgo, e a cui si sono aggiunti Romania, Olanda, Irlanda e Malta, è stata l’astensione della Germania, in bilico sino all’ultimo (si veda «Agricole» n. 7/2014).

Anche Belgio, Portogallo e Repubblica Ceca hanno fatto lo stesso. Gli unici a favore sono stati Spagna, Gran Bretagna, Finlandia, Svezia, ed Estonia. Di cui, come ha fatto notare il ministro lussemburghese Jean Assel- born, solo uno potrà usufruire del mais Ogm perché negli altri paesi fa troppo freddo per poterlo coltivare. I tempi di approvazione restano incerti. La commissione non ha dato indicazioni precise. Bruxelles, infatti, preme perché, anche alla luce di questa ennesima non-decisione dei 28, si sblocchi la sua proposta — arenata dal 2010 al Consiglio Ue nonostante l’approvazione dell’Europarlamen-to — di revisione della direttiva sugli Ogm, che attribuisce a ciascun paese la libertà di autorizzarne o vietarne la coltivazione sulla base di considerazioni anche socioeconomiche e non solo tecnico-scientifiche. «Sono cautamente ottimista sull’adozione di questa proposta», ha detto il commissario Ue alla Salute dopo aver assistito al dibattito tra i 28, sottolineando l’importanza di sbloccare l’empasse «ancor più alla luce di questa non-decisione» sul mais Ogm 1507. In questo contesto, si sono moltiplicati gli appelli a Bruxelles perché tenga conto delle posizioni dei paesi contrari. In ogni caso, ha assicurato il ministro uscente agli Affari europei Enzo Moavero, che aveva annunciato il voto contrario «senza se e senza ma», la presidenza italiana della Ue si impegnerà, se non dovesse riuscirci quella greca, a far andare in porto la direttiva rivista che assegna agli Stati membri il potere di decidere autonomamente. Finora è stato autorizzato solo il mais Monsanto 810, coltivato nel 2013 secondo i dati Isaaa su circa 139mila ettari in Spagna ( 18%), e la patata Amflora, ormai abbandonata. Nel mondo le coltivazioni biotech sono salite a 175,2 milioni di ettari ( 3%). La leadership resta agli Stati Uniti con oltre 70 milioni di ettari e il 40% del mercato seguita dal Brasile (23% degli investimenti totali).

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.