Caro direttore, in relazione all’articolo dal titolo “L’Alfa su Stamina: «Mai autorizzata». Ma un ok ci fu” pubblicato su Avvenire lo scorso 7 febbraio a firma di Viviana Daloiso, l’Agenzia Italiana del Farmaco intende precisare quanto segue. Nel garantire la veridicità dell’informazione e la bontà della stessa, il contenuto della notizia risulta alterato e forzato a partire dalle parole utilizzate nel titolo che lasciano supporre ai lettori che ci sia stata nel corso del tempo un’autorizzazione formale da parte dell’Alfa al cosiddetto “Metodo Stamina”. Ancora più grave è leggere all’interno dell’articolo: «Insomma, le infusioni possono partire».
Questa frase è una semplificazione e una falsità che non corrisponde in alcun modo alla posizione espressa in questi anni dall’Aifa, né è mai sta-tascrittainalcu-na comunicazione o documento riferibile all’Agenzia. L’Alfa ribadisce di non aver mai rilasciato nessuNon si ravvedono ragioni ostative al trattamento indicato Così Carlo Tornino (Alfa) rispondeva a Brescia na autori77azione agli Spedali Civili di Brescia per il trattamento dei pazienti con il cosiddetto “Metodo Stamina”. Infatti, il Decreto del Ministro della Salutelluco-Fazio del5 dicembre 2006, “Utilizzazione di medicinali per terapia genica e per terapia cellulare somatica al di fuori di sperimentazioni cliniche e norme transitorie per la produzione di detti medicinali”, che l’Azienda Ospedaliera Spedali Civili di Brescia ha dichiarato di seguire come riferimento normativo, non prevede il rilascio di alcuna autorizzazione da parte dell’Alfa, bensì la pregressa trasmissione all’Agenzia di un autocertificazione in cui venga dichiarato il possesso di tutti i requisiti previsti dalla norma.
A questo proposito nell’articolo viene omesso che l’autocertificazione che l’Azienda Ospedaliera Spedali Civili di Brescia ha trasmesso all’Alfa, contiene una serie di affermazioni che non corrispondono al vero. Peraltro questo tipo di comportamento ricorre in molte altre circostanze relative all’attività della Stamina Foundation presso gli Spedali Civili di Brescia, che sono attualmente al vaglio dell’indagine penale presso la Procura della Repubblica di Torino.L’Affa intende salvaguardare la propria credibilità e onorabilità e soprattutto tutelare i pazienti, ma anche tutti i lettori, da ricostruzioni pericolosamente fuorvianti di questa incresciosa vicenda.

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.