Confagricoltura Mantova scavalca anche il presidente nazionale Mario Guidi, chiedendo alla regione Lombardia di permettere la coltivazione di mais geneticamente modificato Mon810. Lo fa con una petizione, firmata attualmente da 600 agricoltori.
Il presidente dell’associazione, Matteo Lasagna, conta di arrivare a mille adesioni entro la fine di febbraio. Non è la prima volta che Confagricoltura Mantova si attiva a favore degli ogm. Già nel settembre 2010 aveva promosso nella città di Virgilio una manifestazione di promozione del transgenico, denunciando l’ostruzionismo intorno al tema. Anche Mario Guidi, presidente di Confagricoltura nazionale, aveva più volte dichiarato la necessità di un «approccio laico» verso gli Ogm, ma senza mai spingersi apertamente alla richiesta di apertura alla libera coltivazione di colture transgeniche in Italia, finora appannaggio della sola Futuragra e di Silvano Dalla Libera. All’epoca dello scontro con l’ex ministro dell’ambiente Corrado Clini, infatti Guidi dichiarò che «non vogliamo affermare che gli Ogm fanno bene o fanno male. Vogliamo solo che gli sperimentatori possano fare il loro lavoro. La ricerca non deve fare paura».
Più recentemente aveva scritto al commissario generale di sezione del Padiglione Italia dell’Expo 2015, Diana Bracco, chiedendo di inserire il tema Ogm nel dibattito della manifestazione dicendosi distante «dalla visione conservatrice che invece riporta il fenomeno agricolo a una dimensione di localismo, di rigida selezione delle innovazioni». Confagricoltura Mantova ha però deciso di prendere un’iniziativa più decisa anche perché, come sottolineato dall’associazione, il rischio è un invenduto della produzione nazionale, visto che i mongimisti e i grandi allevatori preferiscono acquistare mais da sementi ogm, in quanto privo o quasi di afiatossine. ll risultato è una quotazione di 10-15 euro a tonnellata in meno del mais nazionale rispetto a quello comunitario o non comunitario, nelle principali borse merci del Nord Italia. L’iniziativa di Confagricoltura ha provocato la dura reazione di Coldiretti.
«Con gli Ogm le nostre coltivazioni sarebbero omologate a quelle di tutto il mondo», afferma Mauro F iamozzi, presidente di Coldiretti Mantova, «e senza biodiversità non avremmo nessun valore aggiunto». Una diatriba che si concentra dunque sul modello di sviluppo agricolo del nostro paese ma che Confagricoltura Mantova contesta: «Non esistono, in base a esperienze statunitensi, problemi legati alla coesistenza con colture tradizionali o biologiche».

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.