Da una parte, l’Avvocatura dello Stato che boccia – come avevamo anticipato martedì – buona parte della nuova Commissione scientifica, a partire dal presidente Mauro Ferrari, che deve verificare la bontà del metodo Stamina. Dall’altra, il direttore generale dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), Luca Pani, che sentito ieri in commissione Sanità del Senato, si toglie qualche sassolino dalla scarpa. Innanzitutto si schiera contro il «rischio globale per quel piccolo gruppo di sciacalli che pensa solo di arricchirsi», riferendosi agli «interessi personali, commerciali, pseudo-scientifici di coloro che, in tutto il mondo, vogliono modificare o cancellare le regole che tutelano i malati per sostituirle con il business». Quindi passa la palla al «Parlamento che dovrebbe prendere le distanze dal business delle pseudo terapie, non solo mettendo la parola fine al caso Stamina, ma evitando altri scenari simili che non sono degni del Paese». Pani si scaglia inoltre contro l’inadeguatezza del «moDobbiamo bloccare il tentativo di derubricare le terapie cellulari avanzate a trapianti per facilitarne il commercio Luca Pani Direttore generale Aifa nitoraggio dei pazienti curati con il metodo Stamina». Perché se è vero che «non possiamo stabilire un nesso tra le morti di alcuni malati trattati e la somministrazione di sta-minali mesenchimali», è altrettanto certo «in modo eclatante che quei pazienti trattati non erano adeguatamente monitorati e questo è grave». Mette poi in guardia «dal tentativo di derubricare le terapie cellulari avanzate a trapianti per facilitarne il commercio». Tanto più che c’è un «caso Stamina» anche negli Stati Uniti, dove la Corte d’Appello del Distretto della Columbia ha riconosciuto all’Agenzia americana per il controllo sui farmaci (Fda) l’autorità per regolare le procedure relative alle terapie basate su cellule prelevate dallo stesso paziente, bocciando le richieste della società Regenerative Sciences. La Corte d’Appello della Columbia ha dato ragione alla Fda ribadendo che le colture di cellule staminali possono essere definite come farmaci in quanto «sono derivare principalmente da tessuto umano al fine di trattare malattie ortopediche e avere effetti sulle funzioni muscolo-scheletriche». Ma il direttore generale dell’Aifa polemizza anche sul ruolo dei giudici: «Non si capisce in base a quale logica siano state emesse le sentenze che autorizzano questo trattamento». Bisogna capire le responsabilità politiche del percorso che ha portato Stamina all’interno di un decreto Emilia De Blasi Commissione Sanità Quanto al ruolo dei mass media, «il caso mediatico relativo a Stamina è creato ad hoc per coprire e camuffare una serie impressionante di gravissime violazioni delle norme nazionali ed europee». Sulla latitanza delle istituzioni interviene, invece, la presidente della Commissione Sanità, Emilia De Blasi, che annuncia l’esigenza di «ascoltare anche che i ministri della Salute dal 2009 ad oggi». E ancora: «Bisogna capire le responsabilità politiche del percorso che ha portato Stamina all’interno di un decreto. Com’è possibile che il Parlamento abbia votato una sperimentazione su un metodo secretato?». Al ministero dello Salute, intanto, stanno rifinendo il decreto di nomina della nuova Commissione scientifica dopo che, per «problemi di imparzialità», l’Avvocatura dello Stato ha ritenuto a rischio di nuovi ricorsi al Tar, e quindi ha cassato, le no- mine di buona parte della Commissione indicata lo scorso 28 dicembre. Saltano dunque le poltrone del presidente Mauro Ferrari, il cervello italiano emigrato in Usa, esperto mondiale di nanotecnologie applicate alla medicina (il suo intervento alle Iene ha scatenato le critiche dei colleghi scienziati) e degli esperti di cure staminali Vania Broccoli (Milano), Antonio Uccelli (Genova). In via di definizione anche la sostituzione di Carlo Dionisi Vici (Roma) e Francesco Frassoni (Genova).

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.