Dopo mesi di polemiche, proteste dei malati fino sotto Palazzo Chigi e colpi di scena, la vicenda «Staminali» si arricchisce di un botta e risposta a distanza tra Paolo Bianco, direttore del Laboratorio Cellule Staminali dell’università «La Sapienza» di Roma e Mauro Ferrari, uno dei massimi esperti mondiali di nanotecnologie, chiamato dal ministro della Salute Beatrice Lorenzin a presiedere la commissione che dovrà esprimersi sulle discusse terapie.
A Bianco non sono piaciuti i commenti fatti da Ferrari ai microfoni delle «Iene» su Italia i. Per questo ha invitato il ministro Lorenzin a «riconsiderare la sua scelta» relativamente al presidente del nuovo Comitato scientifico. Bianco ha definito «sconcertanti» le dichiarazioni di Ferrari che sarebbe un «matematico e ingegnere, oltre che imprenditore biotec, ma non ha competenza scientifica in materia di staminali mesenchimali o di malattie neurologiche, né ha titolo per visitare pazienti o esaminare cartelle cliniche». «Come presidente di una commissione ministeriale — precisa Bianco —. Ferrari dovrebbe evitare di parlare prima di essere nominato e prima di consultare la commissione che dovrebbe presiedere». Ferrari, presidente e Ad del Houston Methodist Research Institute (oltre che vice presidente esecutivo della stessa struttura e vice presidente e professore di Medicina, Weill Cornell Medical School a New York) replica: « Non sono un neurologo, né un pediatra e neppure un medico, sono stato contattato dal ministro per presiedere il secondo comitato e in preparazione di questo possibile ruolo ho presentato i principi e i valori etici sui quali credo si debba basare il comitato: compassione verso i pazienti, rigore scientifico, assoluta imparzialità. Non mi aspettavo attacchi e strumentalizzazioni. Se mettersi dalla parte dei malati e capire il loro dramma si considera una colpa, vuol dire che non si ragiona più». Ferrari spiega di essere entrato in contatto con sostenitori di Stamina, sia famiglie di bambini malati, che pazienti adulti — aggiunge —. Incontrerò a breve, e con pari apertura, anche altri che hanno invece riportato effetti negativi o nulli dal trattamento. Ascolterò chiunque abbia informazioni, considerazioni, e suggerimenti. Io, sia ben chiaro, non sono a priori né a favore né contro Stamina. Il ruolo di presidente del secondo comitato scientifico sarebbe incompatibile con l’avere una posizione definitiva, prima che l’interezza dei fatti venga presentata. Certamente sono estremamente preoccupato dalle drammatiche evidenze che stanno emergendo in questi giorni, ma ugualmente non posso sapere quali saranno le conclusioni del secondo comitato, se ne farò parte, e se lo presiederò».

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.