Arrivano i primi no dei camici bianchi all’applicazione del metodo Stamina. Nove medici del Civile di Brescia hanno infatti deciso di rifiutarsi di somministrare le contestate cure imposte dai tribunali ma nel mirino della procura di Torino.
Un no messo nero su bianco, con una lettera scritta alla dirigenza della struttura sanitaria con la quale rimettono il mandato di appartenenti al gruppo Internai Audit Statuina e chiedono «eventualmente di procedere ai trattamenti Stamina su formale disposizione del legale rappresentante per ogni singolo caso ordinato dai giudici». Il commissario straordinario dell’azienda ospedaliera ha fatto sapere che provvederà «a comunicare gli ordini dei giudici personalmente a ciascun operatore, rimettendo agli stessi di decidere, in scienza e coscienza, e sotto la propria responsabilità professionale, se procedere o meno all’effettuazione del trattamento» si legge in una nota. «In caso di rifiuto, i pazienti interessati e i giudici che hanno emesso l’ordine verranno tempestivamente informati del fatto che l’azienda si trova nella impossibilità di proseguire i trattamenti in corso e di avviarne di nuovi».

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.