Ogm: secondo il corpo forestale non c’è stata commistione sui campi di Vivaro. Strumentalizzati i dati forniti in commissione agricoltura

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Futuragra

Pordenone, 7 novembre 2013 – Il Corpo Forestale dello Stato ha fornito a Futuragra i dati delle analisi svolte sul campo di Vivaro dopo la trebbiatura avvenuta lo scorso 12 ottobre. Il terreno era stato seminato da Silvano Dalla Libera con mais OGM. Dai risultati emerge che non è avvenuta commistione oltre i 10 metri.

“I dati presentati ieri dal Corpo Forestale alla Commissione Agricoltura non sono stati correttamente interpretati, ha commentato Silvano Dalla Libera, Vicepresidente di Futuragra. La contaminazione del 10% di cui hanno parlato alcuni parlamentari è stata infatti riscontrata solo sulla bordatura di mais isogenico, seminato a fianco del mais OGM proprio per evitare qualsiasi tipo di commistione. Ci troviamo quindi davanti a una strumentalizzazione operata da quelle istituzioni che non sanno più come opporsi all’innovazione in agricoltura”.

“Non c’è dunque alcun rischio per i campi limitrofi, ha proseguito Dalla Libera. Se così non fosse, come ha specificato lo stesso Corpo Forestale, sarei andato incontro a provvedimenti amministrativi e penali, di cui non ho mai ricevuto alcuna comunicazione. Il campo di Vivaro è la dimostrazione che, rispettando le buone pratiche agricole e seguendo le semplici regole indicate dalle aziende sementiere produttrici, la coesistenza tra prodotti biotech, convenzionali e biologici è possibile senza alcun problema”.

“Chi parla di disastro ambientale deve sapere che il mais Mon810 non può essere messo in discussione né dal punto di vista sanitario né da quello ambientale. Futuragra difenderà questo principio in qualsiasi sede legale, ha concluso Dalla Libera. Se qualcuno vuole che l’Italia non abbia acceso ai prodotti geneticamente migliorati, si dimostri coerente fino in fondo e chieda di bloccare le importazioni e di uscire dall’Unione europea”.

 

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.