Un milione di euro per un metodo inutile: la Lombardia fa i conti col salasso- Stamina

Avvenire
F.Loz.

La Lombardia non crede al no del ministro della Salute Lorenzin alla sperimentazione di Stamina. Martedì sera è stata votata una mozione in Consiglio regionale che chiede di rendere pubblici i dati dell’analisi del protocollo da parte della Commissione ministeriale di esperti e una soluzione per tutelare i medici degli Spedali Civili di Brescia che continuano a praticare le iniezioni di cellule staminali – nonostante il Ministero le abbia giudicate pericolose – per ottemperare alle sentenze emesse dai giudici del lavoro che in varie parti d’Italia hanno continuato ad autorizzare il discusso metodo di cura. Ieri l’assessore lombardo alla Sanità Mario Mantovani ha detto che scriverà una lettera al ministro Lorenzin. Il problema di Brescia è infatti ancora tutto Ci: che fine fanno i 123 pazienti che hanno vinto il ricorso vedendosi riconosciuto il diritto a cure che sono state stoppate dal Ministero e dall’Agenzia italiana del farmaco? Chi risolve il problema etico di medici che iniettano una terapia giudicata pericolosa da esperti di fama internazionale? L’opposizione in Consiglio regionale ha votato no giudicando la mozione un ulteriore elemento di confusione e accusando Mantovani di «non assumersi la propria responsabilità» come affermato dal consigliere Pd Umberto Ambrosoli. Un elemento interessante della mozione è l’emergere perla prima volta dati ufficiali sui costi dei malati di Stamina: per ognuno dei 36 che hanno finito il trattamento a Brescia sono stati spesi 10mila euro. Che sommati ai 500mila messi a bilancio per sostenere le spese legali danno la cifra del collasso del nosocomio bresciano: un milione di euro, soldi pubblici per un metodo pericoloso. In tempi di sanità a bilanci ristretti. 

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