Confesso che avevo preparato una scaletta per non fare interventi in maniera così, conviene adattarsi. Prendendo un po’ l’assist di Spadaccia parlo di sperimentazione animale. Il problema qual è? Io credo che bisogna diffidare da posizioni assolute e Spadaccia è cascato un po’ in questo tranello perché quando mi dice che critica Garattini perché la sperimentazione animale sarà sempre necessaria, io non so, non mi ricordo la frase, è difficile entrare in un’ottica di decenni secoli futuri. Noi abbiamo sbagliato tutte le previsioni anche politiche degli ultimi 20-30-40 anni. Siamo in una dimensione in cui dopo 15-20 anni cambia tutto. Se dovessi chiedere esattamente qui a quelli della mia generazione quando hanno cominciato a usare il telefonino sembra che l’abbiano già avuto all’oratorio ma invece non è così. E’ chiaro che bisogna distinguere la situazione attuale da quella che in futuro potrebbe capitare. Allora al momento la sperimentazione animale fatta seriamente per la quale non c’e’ un’alternativa validata e possibile è essenziale. Non è superabile la sperimentazione animale, l’ho detto tante volte, in chirurgia, nella protesica. E la controprova è l’obiezione di coscienza. Se noi avessimo un’obiezione di coscienza sulla sperimentazione animale che una legge permette e permette persino agli studenti, cosa che non è permessa per la 194, nonostante nel mio ospedale dove ci sono io i primari e i cattedratici non sono obiettori nel corso di studio di specializzandi non è prevista la frequenza dell’unico reparto e con l’interruzione volontaria di gravidanza, vanno dappertutto comprese le cose che non faranno mai e non è prevista la sperimentazione. Il punto qual è, è che nella sperimentazione animale se ci fosse un impatto ideologico così forte da parte di una grossa fetta della popolazione io vedrei i ricercatori, i veterinari e i biologi che, trovati i lavori, si rifiutano di fare la sperimentazione. Come nella fecondazione assistita il settore non è minimamente influenzato dall’obiezione di coscienza. Il punto qual è? E’ che il senso comune che non è volgarmente il qualunquismo, fa sì che oggi tutti siamo perché la sperimentazione animale stupida, quella che viene chiamata vivisezione sia superata il più possibile. Ma ogni volta bisogna precisare quali sono le sperimentazioni perché come per la responsabilità penale che è individuale anche le responsabilità scientifiche sono individuali, vi sono sperimentazioni completamente inutili, strumentali che buttano via soldi, ci sono sperimentazioni che servono e che non servono. Dopodiché possiamo farlo. Io mi auguro che l’associazione Coscioni non finisca come molte associazioni animaliste che ci sono per le quali esiste un credo, un principio assoluto e quello è il punto di riferimento. Se qualcheduno pensa questo, ha sul mercato un sacco di offerte, non è possibile. Io faccio un esempio molto banale e molto semplice che fa parte delle discussioni. Noi siamo molto schierati sulle cellule staminali. Lasciamo perdere stamina. Quelle embrionali etc.. Voi pensate che abbia avuto un successo minimo senza la possibilità di sperimentare sugli animali, che si sia andati direttamente sulle persone? Anche partendo dagli embrioni? Difficile, molto molto difficile. Come anche non dimentichiamoci che sulla sperimentazione animale e sulla forma di sperimentazioni l’umanità rispetto ai decenni passati e al secolo scorso ha fatto enormi cambiamenti perché in passato molte sperimentazioni venivano fatte su popolazioni tra virgolette indigene e non mi riferisco al razzismo, ma mi riferisco a periodi coloniali dove è chiaro che qualsiasi tipo di sperimentazioni veniva fatta in popolazioni ritenute meno importanti. Ecco perché credo che oggi l’associazione Luca Coscioni ha un grosso merito da quando è nata che è quella di porre la libertà della ricerca scientifica. Questo è il punto fondamentale. Vuole dire che anche la ricerca scientifica su stamina ha la sua dignità, purché sia una ricerca scientifica che segua tempi e modalità e non sia un modo truffaldino per arrivare a scorciatoie come quanto è accaduto per quanto riguarda stamina. Per questo io credo che si debba evitare letture e suggestioni, anche perché sono anni, da quando sono ragazzino, che dicono sono animalista. Mi chiedo il punto in cui c’e’ la spartizione. C’è un coleottero sulla tenda che stiamo guardando da un po’ di tempo, una sperimentazione su quegli insetti è ammissibile oppure no? Perché molte volte c’é proprio una discriminazione di specie. E’ vastissima la possibilità, però chiaramente detta così. Figuriamoci mia moglie se domani torno a casa mi riempie di botte a sentire un intervento di questo tipo. Ma d’altra parte noi abbiamo la necessità se vogliamo che la ricerca scientifica vada avanti, prima di arrivare a delle forme sull’uomo, ad arrivare a delle forme diversamente. Io lo dico con molta franchezza, perché per quanto riguarda la 886 oggi con molta facilità sugli embrioni si riesce a fare delle ricerche su modelli di tessuti endometriali in vitro da poco tempo. Ma le prime ricerche e il fatto che oggi la ru 486 è un farmaco riconosciuto e accettato, non so se oggi riuscirebbe ad avere una sua autorizzazione soltanto su cellule su tessuti endometriali in vitro e non una sperimentazione, prima di essere sull’uomo, non una sperimentazione di altro tipo. Lo dico perché grandi nostre battaglie sono passate ovviamente tramite un utilizzo di animali. Dopodiché io non ho nulla contro chi ritiene che gli animali siano nostri fratelli. Probabilmente se mi metto lì e ci discuto e ci penso posso pensarlo io in gran parte. Dopodiché oggi nella commissione sull’eutanasia un veterinario ci ha spiegato che é difficile fare eutanasia sull’animale però decide il padrone, anche perché la differenza che c’é sull’eutanasia è che il padrone arriva e dice quello che vuole fare mentre l’opinione vale tutt’altro nel caso delle persone. Io ritengo sbagliata ogni forma di posizione che porti a dire che la ricerca scientifica debba avere come limitazione, come paletto, come tabù ogni forma di sperimentazione animale e che esista un’alternativa. Probabilmente in futuro esisterà, come moltissime alternative in questi anni passati sono venuti fuori e oggi la sperimentazione animale è completamente diversa o molto diversa da quelle abbandonate forme di tantissimi anni fa. Ma ancora adesso ogni anno per moltissimi farmaci, penso ai vaccini in modo particolare, vengono utilizzati gli animali. Vale per chiunque di noi. Vedo che è molto difficile dire io utilizzerei questa formula direttamente sull’uomo senza che passi su un animale sapendo che i modelli sono differenti, che non c’è un parallelo tra un animale e l’uomo, a maggior ragione un parallelo tra le culture cellulari, qualunque essi siano, i modelli. Poi si può andare avanti accettando quella che sono le situazioni di altro tipo ma è altra questione. Una questione che sconfina come quella sull’ogm dove anche lì molte volte c’è una posizione.. Noi siamo in una società dove ovviamente, e mi avvio a chiudere, mi sembra chiaro, in cui molte volte c’è bisogno di un nemico: gli ogm, gli abortisti che fanno gli aborti, poi in Italia per mia fortuna molto meno, altre cose, Berlusconi e via dicendo e in questo modo esiste in qualche modo fatta la posizione politica, l’attività, l’iniziativa etc.. Ecco, io credo che l’associazione debba avere un punto di riferimento nella libertà della ricerca scientifica. Approfitto ancora per accennare al metodo stamina. Mi sono occupato di stamina all’inizio perché i primi eventi si sono svolti a Torino, poi quando è venuta fuori ho visto che tantissimi se ne occupavano e quindi non era più necessario che uno come me perdesse più tempo del necessario. Però il metodo stamina è arrivato agli ospedali civili di Brescia. Oggi ho sentito dire da più persone che sia illegale però viene fatta la somministrazione delle cellule sui pazienti , poi li perdono di vista. Guarda che è abbastanza curioso visto che tuttora per un farmaco autorizzato, legale da 30 anni, che non ha trovato nessuna controindicazione, con ormai oltre 40 mila somministrazioni in italia come la ru 486 ci sia un protocollo che prevede controlli a tutto andare. Prevalgono aspetti politici perché se sull’ru dove nessuno sta facendo più nulla, e la percentuale di aborti continua a salire con un andamento più o meno inglese non ci sia più polemica particolare ma persista un obbligo teorico e non rispettato dalla grande maggioranza di stare in ospedale e per un trattamento, con stamina se ci sono molte polemiche il paziente possa avere un trattamento, uscire dall’ospedale e sparire. Soltanto in un paese come il nostro può capitare, nel senso che non c’è proporzione tra le due cose e perché si ragiona ogni volta, e spesso lo facciamo noi, sulle singole cose a compartimenti stagni non e fa un collegamento tra le varie questioni. Vengo all’ultima questione già accennata oggi, mi scuso con chi l’ha già sentita, ma penso che l’obiezione di coscienza sia una questione da difendere. Io sento molte volte che l’obiezione di coscienza sia da abolire. Penso che persino nell’unione sovietica ci sia. Non distinguendo tra il diritto individuale a non essere coinvolto in questioni in cui la propria coscienza, dopodiché discutiamo se oggi questo accada davvero o non accada, impone di non essere coinvolto è il non creare un danno alla società e ai pazienti in generale. Il problema è come non creare il danno e il fatto che la società’ si autotuteli e crei meccanismi per fare questo. Io quando lavoravo alle tossicodipendenze, lavoravo e cercavo di scappare il prima possibile. Lo stipendio era uguale, però lavorare con i tossici per tutta la vita non sembrava quello per cui avevi studiato e stavi in specialità. E’ bastato che decidessero che ogni sert avesse un primario che gli incentivi economici fossero maggiori, quindi chi è rimasto al sert guadagna di più, non fa notti, non fa weekend. Ricomincia il lunedì quando vuole, non ha nessuna denuncia e fa il primario. E’ chiaro che alcuni sono rimasti. Una generazione è rimasta e ha cominciato anche a occuparsi seriamente. Perché quando a inizi anni 90 con il metadone e tutti i trattamenti e eravamo visti come mosche bianche, percorsi psicologici solo in comunità, oggi è normale avere trattamenti lunghi. La stessa cosa vale per l’obiezione di coscienza. Il problema non è costringere i ginecologi con l’anomalia tutta italiana che in questo paese l’aborto è l’unico intervento sanitario in cui c’è l’obbligo di fare nel pubblico e lo possono fare solo i ginecologi ospedalieri quindi 5 mila persone in Italia, di cui un terzo li fa e i due terzi no. Il punto non è solo quello. Io mi diverto sempre quando dico guardiamo i dati. Di fronte al menefreghismo leggere due dati ti fa diventare un genio. I medici disponibili a fare aborti in Italia secondo la pianificazione del ministero che si può contestare erano 1607 e oggi facciamo 115 mila aborti e i medici che facevano aborti erano una cinquantina in meno. Se oggi c’è un disastro e una difficoltà, cosa vera, c’è un menefreghismo, compresi chi li fa se ne strafrega, nell’83 era un’ecatombe. Come mai non si è mai posto il problema? Come mai oggi si pone il problema dell’obiezione di coscienza come la scorciatoia per parlare di 194? Tutto dopo che abbiamo affrontato la ru 486 e non abbiamo mai voluto organizzare il sistema dell’interruzione di gravidanza come di fatto lo è per riflesso sui parti concentrandoli negli ospedali, privilegiando chi non fa obiezione, chi in qualche modo è un patriota. Prima usavo sempre noi che facciamo aborti li definivo servitori dello stato, siamo gente che ci sacrifichiamo ai fini di garantire una legge dello stato mentre quelli che non li fanno sono i disertori. Non c’è altra possibilità di valutazione. Allora il punto qual è sull’obiezione di coscienza? Che riguarda la sperimentazione animale, la legge 40 perché nessuno fa obiezione, riguarda comunque l’obiezione al servizio militare, perché esiste ancora anche se il meccanismo ha fatto sì che il servizio nazionale abbia limitato la cosa. Il problema poi non è vietare l’obiezione di coscienza peraltro garantito da tutta una serie di contatti è di fare in modo che la politica e lo stato garantisca le prestazioni. Ed è quello che succede in tutta Europa dove l’obiezione di coscienza c’è ci sono difficoltà in varie regioni, ma è solo in Italia. Il punto è quasi trovare il nemico e il nemico è l’obiettore. I medici obiettori, e li conosco bene, sono persone che per l’80-90% non sono contrarie all’aborto. Anzi fanno pure i certificati e ti mandano i pazienti, perché l’unica sanzione possibile semplicemente è che quando non ti porta nulla in più, ed è un lavoro che puoi evitare, sta alla politica fare in modo che questo non accada se l’interesse è tutelare le donne e il servizio. Se invece l’interesse è fare un po’ di polemica ogni tanto, soprattutto quando vai in pensione, allora chiaramente si individua un nemico e su questo si va fino in fondo.

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.