«Nel continuare a ribadire l’inevitabilità della decisione di non far partire la sperimentazione Stamina da parte del ministro Lorenzin, che con piena responsabilità ha fermato qualcosa non ritenuto un efficace trattamento dai tecnici chiamati a pronunciarsi, è doveroso però dare una risposta a tutte quelle famiglie di pazienti che non si rassegnano ad accettare la decisione ministeriale. Ci chiediamo come sia potuto accadere tutto questo scompiglio, come si sia potuta verificare una simile mal gestione da parte della politica – prima di Balduzzi e poi del Parlamento – di una situazione che fin da subito aveva i tratti della truffa scientifica. Come è potuto accadere che un malato si sia fatto crocifiggere in piazza Montecitorio come segno di protesta?».
È quanto si chiedono Filomena Gallo e Michele De Luca, rispettivamente Segretario e Co-presidente dell’Associazione Luca Coscioni in una nota.
«Vannoni, come evidenziato in un articolo del Corriere della Sera, ha firmato una lettera che conferma che la metodica è coperta da segreto industriale ma continua ad accusare Ministero e scienziati di essere mossi dalle lobby nell’ostacolare la sua “missione umanitaria”», continuano. «I pazienti continuano a gridare allo scandalo perché scienziati e politici si sono rifiutati di prendere atto di quelli che a parer loro sono dei miglioramenti, provocati dall’infusione di staminali. Chi lo attesta che si tratti davvero di miglioramenti? Dove sono le cartelle cliniche e i dati preclinici di queste persone, che fin dai tempi in cui Balduzzi era Ministro della salute abbiamo chiesto come Associazione Luca Coscioni? Dove sono i risultati tanto acclamati dalla Stamina Foundation? È sempre più urgente dare risposte, è sempre più necessario ristabilire la verità: in attesa di poter leggere la relazione stilata dagli esperti della Commissione ministeriale, come stabilito nella mozione generale, approvata al X Congresso dell’Associazione Luca Coscioni, il 29 settembre scorso, si invita il Parlamento a istituire una Commissione di Inchiesta Parlamentare per stabilire le responsabilità implicate in una vicenda che ha prodotto rischi e abusi per i pazienti nonché potenziali danni economici per il Servizio Sanitario Nazionale ed esposto il Paese ad una grave violazione di norme internazionali e nazionali che rischia di creare un pericoloso precedente che potrebbe avere gravissime ripercussioni sull’intero campo delle terapie avanzate a base di cellule staminali», concludono gli esponenti dell’Associazione Coscioni.

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.