Anche il mio intervento vuole che si incentivino il diritto allo studio. In qualche modo è l’anticipazione dell’incontro preparatorio e al congresso dell’aprile del prossimo anno a novembre. E dopo l’intervento del professor Strata questo mio si giustifica con la convinzione che di questi temi non si parli mai abbastanza, che anche le ripetizioni siano accettabili. Ma prima di ogni altra cosa, desidero dire che sono orgogliosa di essere di nuovo iscritta a questa associazione. Già dall’agenda Coscioni ho saputo con ammirazione e condivisione che l’associazione ha chiesto al parlamento europeo di finanziare una ricerca sulle cellule staminali embrionali. Una ricerca che suscita tante discutibili riserve e veti di presunto carattere etico, su cui non mi soffermo. Insostenibili se si considera che lo studio delle cellule staminali fa sperare di vincere malattie molto diffuse, spesso altrimenti incurabili. Apprendiamo di ricorsi vittoriosi per la fecondazione in vitro per esempio presso corti internazionali e quindi vediamo come gli scienziati sono coinvolti in processi e debbono farsi anche giuristi, avvocati di se stessi e dei malati che vorrebbero guarire o comunque aiutare. E questo mi riporta a qualcosa che mi è più familiare. Chiedo scusa per questa parentesi. A un autore di quel laboratorio fecondissimo della modernità che e’ stato l’impero austroungarico. Poco più di 100 anni fa, nel 1912 pubblicava la commedia “professor Ben Hardy” ambientata intorno al 1900 a Vienna, per cui ben Hardy medico laico finisce in prigione per vilipendio della religione perché ha cercato di impedire a un sacerdote di portare una estrema unzione a una malata vittima di infezione per aborto che non sapeva di dover morire ed era serena nelle ultime ore della sua esistenza. Mentre il professore discute con il sacerdote è sufficiente che l’infermiera annunci alla giovane l’arrivo del prete per provocare un’immediata angosciata fine della giovane donna. E tutto ciò porta a un’interpellazione in parlamento , in cui ha un ruolo anche l’antisemitismo, e alla condanna di Ben Hardy. Ma molti dei medici della clinica condividono le sue posizioni laiche. Questa commedia fu a lungo censurata e poté essere rappresentata a Vienna solo nel 1918. C’è un racconto precedente del 1889. Il figlio dalle carte di un medico che si ispira a una legislazione penale che vuole considerare i condizionamenti ambientali come circostanze attenuanti dei delitti. Un medico viene convinto dalla sua paziente moribonda, che morirà a causa del figlio che lei , abbandonata e disperata , alla nascita aveva tentato di uccidere, questo medico viene convinto da questa donna morente ad andare a testimoniare in tribunale a favore di suo figlio. Infatti la donna non l’aveva mai potuto dimenticare lo sguardo del bambino sfuggito per miracolo a un soffocamento con le coperte e le lenzuola. E il medico decide infine di andare in tribunale, perché mi sembra, dice, che non sia assolutamente chiaro ancora quanto poco noi possiamo volere, quanto invece dobbiamo. Io ho trascritto dei manoscritti di Schnitzel studente in cui si occupa del ruolo che esperienze anche dei primi istanti di vita possano avere nella vita di un individuo. Ma tornando alle cellule embrionali staminali, negli Stati Uniti certe posizioni conservatrici sostenuti dalla precedente amministrazione repubblicana, mi risulta questo ancora dall’agenda Coscioni, sono state abbandonate da Barack Obama, che definisce tra l’altro miope, e in questo penso che siamo tutti d’accordo, risparmiare sulla ricerca in tempo di crisi, perché la ricerca non è affatto un lusso e durante le crisi bisogna investire molto di più per uscirne. E quindi il National Institute of Health ha ricominciato a finanziare la ricerca sulle cellule staminali embrionali. Una volta caduti i veti ideologici e politici sono però necessari mezzi finanziari notevoli e strutture governative adeguate. E questo senz’altro negli stati uniti non e’ mai mancato. Un’esperienza personale in ambiti lontani perlopiù dalla medicina letterari e storici, ma qui penso ancora una volta a una bellissima dissertazione del 1988 sui rapporti di Freud e Arthur Schnitzel, ho avuto modo di constatare ancora una volta come autori di dissertazioni a differenza di studenti e ricercatori italiani potessero avvalersi decenni fa del meglio della bibliografia mondiale e potessero condurre di persona ricerche d’archivio. Mentre io solo lavorando già come lettrice d’italiano ho potuto permettermi un soggiorno a Kiel sul mar Baltico, ma non potevo dedicarmi totalmente alla ricerca. E sempre grazie a un incarico potei andare alla fine degli anni 60 a Weimar dell’allora DDR e in treno mi sequestrarono un numero dello Spiegel in cui giovani pionieri della DDR venivano paragonati alla…(parte mancante). Tornando alla attuale situazione italiana devo constatare che le cose non sono migliorate di molto. Nell’interessante libro pubblicato meritoriamente dal “Corriere della Sera” intitolato “I voti all’università, la valutazione della qualità della ricerca in Italia”, Stefano Fantoni parla di una debolezza strutturale e finanziaria di tutto l’apparato della formazione superiore della ricerca in Italia, dal centro alla periferia. E come ha già detto il professor Strata si constata che in Europa il numero dei ricercatori in Italia è tra i più bassi e Fantoni indica anche dei numeri precisi. Da noi ci sono 1300 ricercatori per milione di abitanti, contro i 2500 della Spagna, 2700 dell’Olanda, 5800 della Svezia. In Polonia ce ne sono 1500 per milione di abitanti. Da noi sono inferiori a quelli di altri paesi. 1, 18 del pil. E la professoressa Elena Cattaneo, la brillante ricercatrice che con nostra grande soddisfazione è divenuta senatrice appunto lamentava che i suoi ricercatori potessero contare solo su uno stipendio di 1500 euro. A quanto mi risulta anche le multinazionali legate alla scienza biomedica abbandonato l’Italia o hanno interrotto l’attività di ricerca. E’ già stato detto, quindi non mi soffermo più su questo che i vincitori di borse di studio di fondi erogati dal consiglio europeo rarissimamente scelgono l’Italia, bensì’ altri paesi europei o Israele. Lo diceva anche ieri il professor Fabio Veronesi. Ecco, un’ultima notizia che risolleva il morale è apprendere che alla Ca’ Foscari, grazie a una convenzione con la BNL, gli studenti meritevoli avranno la possibilità di pagare le tasse solo una volta laureati dopo aver iniziato a lavorare. La restituzione della cifra sarà senza interessi e non verrà chiesta alcuna garanzia patrimoniale. E’ un esempio che speriamo venga seguito da altre università.

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.