Intervento di Mirella Parachini per il X Congresso Coscioni

Mirella Parachini

La commissione dedicata alla ricerca scientifica ha dedicato la prima parte dei lavori agli ogm. Ci sono stati 5 interventi che si sono susseguiti in modo molto articolato per affrontare la questione da diversi punti di vista. Il primo relatore e’ stato Michele Stanca dell’Unione Nazionale delle Accademie italiane per le Scienze applicate allo sviluppo dell’Agricoltura e alla Sicurezza alimentare e alla Tutela ambientale, che ha fatto una vera e propria lezione molto appassionata sulle modalità con cui le modificazioni indotte nel genoma delle piante interferiscono e intervengono nei processi delle malattie delle piante. E come questo aspetto terapeutico rappresenti la possibilità in futuro di disporre di alimenti con un risvolto evidentemente sulla questione della fame nel mondo. La lezione è stata molto articolata, di grande interesse la questione di come si possano presentare in modo sfalsato i risultati delle ricerche, come nel caso dello scienziato Seralini che avendo utilizzato dei topi suscettibili di ammalarsi di malattie neoplastiche, in modo erroneo era stata dedotta una  relazione tra la comparsa dei tumori in questi animali da esperimento con l’assunzione di  cibo ogm. Questo è significativo, perché il denaro destinato a ricerche fatte male rappresenta uno spreco , così da  rivolgere  al presidente della commissione europea il rimborso dei 3 milioni di euro usati per l’esperimento di Seralini.  Questo potrebbe essere una modalità interessante da percorrere.

Il secondo oratore è stato Eddo Ruggini, che noi conosciamo bene, docente dell’università della Tuscia, e membro dell’Associazione Coscioni, che ci ha ripetuto il doloroso, secondo me, esito della sperimentazione in campo. Voi sapete che sono stati distrutti degli alberi per i quali erano stati necessari 30 anni di ricerca. Ebbene, questi alberi a causa di meccanismi legali che sono stati illustrati, sono stati letteralmente mandati in fumo. A questo proposito è stata fatta una panoramica della ricerca italiana in  questo campo. Solo l’1, 26% del PIL italiano è destinato allo sviluppo scientifico e solo il 4% delle forze lavoro nel nostro paese è destinato alla ricerca scientifica. Il problema dello scarso investimento nella ricerca scientifica nella  sperimentazione a livello agricolo riguarda anche gli altri paesi in Europa.Quindi una importante segnalazione. Con l’amara considerazione dell’avvenuto passaggio dal tempo in cui la difesa dei campi era fatta dalle forze dell’ordine rispetto ai militanti anti-ogm, ad oggi  quando è lo Stato stesso che con  le sue delibere manda in fumo questi alberi, evidentemente senza  più la polizia a proteggere i campi. 

L’’intervento di Silvano Dalla Libera, vice presidente di Futuragra, che ha portato materialmente le pannocchie ogm messe a confronto con quelle non ogm,  ha mostrato un video in cui viene illustrata la coltivazione delle piante ogm. Voi sapete che Futuragra è impegnata da anni, correndo anche rischi personali, su questo esperimento. Si può dire in questo caso che  il contadino si sostituisce allo stato correndo dei rischi per la propria incolumità , per dimostrare delle evidenze che dovrebbero appartenere alle istituzioni a questo deputate. E’ stata annunciata la conferenza stampa in cui verrà presentata  la  farina prodotta appunto con questo mais ogm il 13 ottobre e noi saremo con voi alla conferenza stampa. 

E’ seguito l’intervento di Fabio Veronesi, presidente della Società Genetica di Agraria, il quale si è spostato sul piano della ricerca, riportando il risultato di una meta-analisi di poche settimane fa, che fa una review di 1783 articoli tratti da bibliografia ufficiale sugli ogm per rispondere alle domande che tutti ci poniamo, ma che soprattutto i consumatori si pongono sulla reale pericolosità degli ogm, sulla salute delle persone, sulla salute ambientale. Meta-analisi che ha confermato ancora una volta che non vi è nessun lavoro scientifico che dimostri che gli ogm producano danni sull’ambiente, sugli animali e sull’uomo. Infine ha concluso questa sessione l’intervento di Felice Cervone, biologo, presidente della Federazione italiana di Scienze della vita, che a dispetto del nome è una federazione che raccoglie 14 società di biologia, quindi si restituisce un po’ il senso della parola biologia, cui afferiscono 7 mila ricercatori, che ha dimostrato come non è vero che la scienza sia divisa, nonostante si cerchi di far passare questo  messaggio. In realtà la scienza e gli scienziati sono pro-ogm in modo unanime. Al punto da far dire a Cervone che l’introduzione della tecnologia ogm rappresenta una vera e propria rivoluzione industriale del nostro secolo. 

E’ entrato poi nello specifico, annotando come l’Italia e la Francia rappresentino delle microscopiche aree, nella mappa del resto del mondo come riportato da un articolo su “Nature”. Il mondo è ogm, ma ci sono queste isole, Francia e Italia, senza ogm. Il passaggio a questo punto è più complesso, nel senso che si analizza la relazione tra l’agricoltura italiana, le sovvenzioni ed il marketing. La questione quindi presenta  in realtà un risvolto economico motivo  probabilmente per cui è una battaglia così difficile, perché a fronte di interessi economici che reggono il mondo anti-ogm noi non abbiamo il potere economico e quindi il potere di contrapporci nei  termini propri del marketing.

Un altro aspetto estremamente importante, che ha concluso questa panoramica sugli ogm, è il risvolto in termini economici rappresentato dalla possibilità di sfruttare gli organismi geneticamente modificati in campo energetico, con la possibilità di utilizzare le piante come fonte di bioetanolo e quindi di sostituire il petrolio che è stato definito come una follia allo stato attuale ca continuare ad usare quale fonte energetica. 

La seconda parte dei lavori della commissione ha riguardato la sperimentazione animale e il caso Stamina.

E’ seguito l’intervento di Daria Giovannoni, presidente di Pro-test,  l’associazione che ha organizzato lamanifestazione per scongiurare l’approvazione del decreto del governo di  approvazione della legge infausta sulla sperimentazione animale e sulla negazione della possibilità di andare avanti con la ricerca, come era stato illustrato da Cesare Galli in plenarianella mattinata. Daria Giovannoni ha illustrato il problema del rapporto con i mass media e l’interazione tra i media e l’opinione pubblica e il risvolto che l’opinione pubblica ha poi sui politici che per compiacerla, oltre a tutto quello che sappiamo in termini di  interessi, comportando gravi deformazioni dell’informazione , come ben evidenziato nell’intervento di Gilberto Corbellini. 

Gilberto Corbellini ha fatto una sintesi della questioni della sperimentazione animale e del  caso Stamina, partendo dall’analisi dei fattori economici che sottendono all’oscurantismo del nostro paese e della nostra classe politica nei confronti della ricerca scientifica. Ha ripercorso la storia di quando nel nostro paese questa influenza nefasta della classe politica sulla ricerca scientifica si è incardinata, facendo un paragone tra gli anni 80 che hanno visto la questione del siero Bonifacio che, per quanto si tenda a paragonare con il caso Di Bella e il caso Stamina, in realtà non aveva la forza di queste ultime ma soprattutto del caso Stamina di influenzare il Parlamento a investire denaro e soprattutto a indurre e imporre i trattamenti con questi metodi non sperimentati. 

Per tornare alla questione ogm, Corbellini ha ripercorso anche qui la storia che in Italia ha rappresentato lo studio nella genetica agraria. L’Italia era all’avanguardia su questo fronte. Ha ricordato Strampelli e altri. Ma a partire appunto dagli anni 90, quando Alemanno era al Ministero dell’Agricoltura ma non solo, si è progressivamente andati a consolidare un atteggiamento anti. Un atteggiamento anti che ha un nome e cognome, il nome e cognome è la Coldiretti e la Federconsorzi che sono stati quelli che allo scioglimento della Democrazia Cristiana, cavalcando l’ideologia ambientalista, hanno acquistato quel potere politico ed economico capace di dettare l’agenda ai politici in materia di politiche agrarie. Con dei  risvolti per il futuro, l’esempio di Expo 2015 in cui non c’è un’attrazione commerciale per gli altri paesi, proprio perché si sa che ci sono queste politiche di blocco che non interessano evidentemente il marketing internazionale. Per quanto riguarda la mobilitazione sulla sperimentazione animale, Corbellini ha sottolineato il fatto che è già troppo tardi, che ci si sarebbe dovuti muovere almeno 2 anni fa quando è uscito il manifesto Veronesi e Brambilla, che appunto in termini animalistici già gettavano le basi per poi avere questo provvedimento parlamentare che è in attesa del decreto attuativo da parte del governo. Adesso evidentemente vedremo che cosa sta per succedere e quindi forse da questo punto di vista la caduta del governo potrebbe non danneggiare.

Sul metodo Stamina . Che cosa unisce il metodo Stamina con la sperimentazione animale e con la questione degli ogm? 

Dietro e sotto a tutto questo c’è, secondo Corbellini, la pochezza politica e culturale della comunità scientifica italiana. Io credo che questa è’ una cosa che ci deve far riflettere come associazione Luca Coscioni, come associazione che si muove con gli scienziati, ma evidentemente interpellando gli scienziati anche sul ruolo che loro hanno nella diffusione culturale ma anche nell’influenzare le scelte politiche nel nostro paese. In effetti  anche in tutti gli altri paesi esistono dei movimenti anti-ogm ed esistono gli animalisti, ma non sono stati capaci di bloccare le cose come da noi. E’ stato portato l’esempio degli Stati Uniti nel modo con cui influenzare le scelte del paese. Esistono dei  metodi precisi nel formare per esempio delle commissioni e ci devono essere degli standard da rispettare, non come avviene nel nostro paese.

Volevo riportarvi, e sto per concludere, anche un intervento di Paolo Bianco, che era già intervenuto nella mattinata, perché ha messo in evidenza qualche cosa che a me personalmente ha sempre colpito molto e cioè il fatto di come a livello mediatico si usi una strategia della comunicazione basata sulla cosiddetta “balance view” , che consiste nel contrapporre  due punti di vista opposti come se avessero lo stesso peso. In realtà, se la comunità scientifica e’ composta da un solo  scienziato contrario per esempio agli ogm mentre il 99% degli scienziati sono favorevoli, contrapporre uno a uno significa non rendere reale la contrapposizione, attuando una strategia di comunicazione estremamente fallace ma di cui siamo costantemente vittime.

La commissione si è’ conclusa con l’intervento dell’avvocato Lavinia Di Basilio che ha illustrato il contenuto delle osservazioni  redatte da Filomena Gallo e da Francesca Re,  presentate al Comitato per i Diritti Sociali in sede di Consiglio d’Europa a proposito dei reclami presentati dalla CGIL. Voglio salutare qui Gigliola Toniollo, responsabile del settore Nuovi Diritti della CGIL. Osservazioni in appoggio al ricorso presentato dal IPPF che evidenziano la violazione da parte dell’Italia della Carta Sociale per la mancata applicazione della 194 in virtù dell’elevato numero degli obiettori di coscienza e della non garanzia dell’attuazione della legge attraverso dei servizi dedicati.

 

I lavori della Commissione si sono conclusi con un dibattito sull’obiezione di coscienza. Voi sapete che esistono delle posizioni che sono per l’abolizione del diritto all’obiezione di coscienza da parte dei medici e dei ginecologi. La posizione dell’associazione Luca Coscioni non è questa. Se ne è dibattuto con Silvio Viale, ricordando le  varie proposte che l’associazione Coscioni sta portando avanti negli ultimi anni. Grazie.  

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.