Per parlare di carcere e di salute, occorre ricordare come troppo spesso le patologie psichiatriche sono quel circuito negativo che porta coloro che ne sono affetti a conoscere il tribunale,il carcere e in caso estremo gli OPG.
Ricordiamo che chi commette un reato ed è affetto da patologia psichiatrica se viene riconosciuto penalmente in base agli art. 88 e 89 può essere prosciolto o avere una riduzione di pena e qualora è giudicato pericoloso può essere condannato a misura di sicurezza in OPG.
Questo tipo di condanna causa sempre un peggioramento della salute del detenuto, poiché in questi luoghi non si cura e vige ancora il pensiero della custodia e della contenzione .Occorre, però, sottolineare che ogni detenuto o internato negli OPG ha diritto alla salute e il diritto ad essere trattato come persona ,invece ciò non avviene ,anzi sovente si cerca di annullare anche quello che è il semplice concetto di “persona che soffre”.Questo senso di abbandono sociale e di isolamento dalla società si contrappone a quello che viene sbandierato nella art 27”Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato” .
Belle parole ,ma che non vengono applicate così quello che deve essere LA RECOVERY di un detenuto o di un internato malato diventa impresa decisamente difficile . Curare,recuperare ,riabilitare , possibilmente guarire sono una missione importante : una missione ,direi fondamentale ,che diventa SOCIALE E POLITICA ,perché permette alla persona di reinserirsi nel mondo quotidiano,familiare e lavorativo con tutti i diritti e doveri che ad essi siamo tenuti .
Queste istituzioni che,comunque , non sono in grado di rispondere ad una socializzazione del detenuto ci spiegano i vari casi di suicidi che avvengono e che producono ,i quali sono in parte legati anche all’orrore del sovraffollamento umano ingiustificato delle carceri.
Trova perciò risposta positiva e opportuna l’importanza,di una amnistia come punto di ripartenza ,le pene alternative e le depenalizzazioni di alcuni reati per evitare fenomeni ormai in crescita si autolesionismo e di suicidi. Ritengo,per esempio, che sia importante far uscire dal carcere i tossicodipendenti e di mettere un distinguo fra chi favorisce la clandestinità e chi diviene clandestino evidenziando quindi quel concetto fondamentale e democratico fra carnefice e vittima .Una novità importante potrebbe essere la nomina di un assessore alle carceri in quelle giunte di Comuni in cui esiste una casa circondariale ,che dovrebbe avere il compito di entrare nelle carceri ,conoscere la realtà delle problematiche dei detenuti e delle loro situazioni familiari ,poichè spesso molti detenuti si fermano nella città della loro detenzione e solo se aiutati e sostenuti posso ricominciare una nuova vita ,altrimenti corrono il rischio di ricadere rapidamente nelle mani della malavita organizzata .Sono in aumento detenuti malati e tra le patologie che si riscontrano in carcere fra tutte risultano preminenti quelle psichiatriche comprese le cosiddette doppia diagnosi ,le infettive ,le cardiache e quelle internistiche .
Infine è da sottolineare l’abuso di farmaci soprattutto psicofarmaci che vengono utilizzati troppo spesso in bi o tri-combinazione e anche a dosaggi elevati fuori da una logica terapeutica,ma collegati alla logica della contenzione e custodia del malato. Per concludere ricordiamo come spesso i cosiddetti periti peritorum fan si che con diagnosi ”personalizzate” e quindi troppe volte non appropriate ai casi ,favoriscono un aumento di detenuti pericolosi o affetti da patologie che poco e niente hanno a che fare con le diagnosi psichiatriche riconosciute.
Purtroppo in tutte le istituzioni esaminate si continua a non soddisfare quella che è la richiesta socio-sanitaria più importante: quella del diritto alla salute anche in carcere o negli OPG .

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.