Cari amici e compagni,
Luca Coscioni nel 2005 dichiarava aperti i lavori del IV congresso, qui in questa sala, utilizzando una strumentazione che gli ridava voce, un sistema di comunicazione che con il movimento degli occhi scriveva i suoi pensieri trasformandoli in parole.Gli occhi lo facevano arrivare dove la SLA non gli consentiva di andare.Luca faceva vivere il senso della libertà di parola per il rispetto dei diritti umani fondamentali. Eravamo all’indomani del risultato referendario sulla legge 40 e lui analizzava il momento definendo ciò che era accaduto ”non una sconfitta ma un patrimonio di volontà e decisioni di persone da difendere” … diceva che bisognava “difendere la volontà di quel voto, di quel 25% degli italiani che avevano votato contro la legge 40”. Laddove, peraltro, il restante 75% non si era manifestato, probabilmente anche scoraggiato dagli esiti di una campagna referendaria illegale, per spazi televisivi ridotti all’osso e fuorvianti nella dibattito pubblico, come può accadere solo in un sistema anti-democratico.Richiamava l’intervento del Cardinale Ruini che invitava all’astensione, violando ogni accordo concordatario tra Stato e Chiesa, sottolineava le continue violazioni del concordato e l’ingerenza del Vaticano nella politica italiana.L’analisi fatta portava a concludere che non c’era da aspettarsi nulla di diverso da quello che conosciamo da sempre, cioè una forte opposizione alla libertà di ricerca, alla libertà terapeutica, all’eutanasia, alle libertà individuali. Perché questa ingerenza clericale era una ingerenza che diveniva non solo una presa di posizione politica a reti unificate, ma anche una macchina militante con un sostegno finanziario ineguagliabile.Oggi con Papa Francesco qualcosa è cambiato, forse e lo speriamo. Peccato che un sostegno simile a quello che fu contro il referendum sulla legge 40 non sia stato dato per la raccolta firme sui referendum radicali sull’immigrazione sulla giustizia. Nonostante la visita di Papa Francesco a Lampedusa fra i migranti, dove la sua presenza, lì, parlava più di mille parole, le gerarchie non si sono mosse con lo stesso impeto che vi fu per quella legge 40. L’embrione è uguale a una persona, si diceva dalle loro parti. Oggi capiamo che l’embrione vale più di una persona, nella fattispecie di un emigrato, almeno nel sostegno a una campagna referendaria. Speriamo che Papa Francesco riesca a restituire una speranza, ma su questo dirò qualcosa più avanti. Nel suo intervento, Luca elencava gli obiettivi dell’Associazione. Il voto ai malati intrasportabili -e qui voglio ricordare anche Bruno Tescari in particolare quando si raccomandava e lottava perché “la disabilità grave, anche se di persona trasportabile, deve essere riconosciuta come impossibilità di accesso all’esercizio dei propri diritti, e laddove vi siano delle barriere architettoniche per disabili anche non gravi, ma che sono privati della libertà di movimento, anche a quelli andrebbe riconosciuto il diritto di voto presso la propria dimora”-, i diritti delle coppie infertili, la libertà di ricerca scientifica su tutte le staminali, la cannabis terapeutica. Fare ricerche rispondenti a criteri di rigore scientifico. L’evento morte, la volontà umana da affermare. Proponeva la regolamentazione la legalizzazione dell’eutanasia. Sono trascorsi 8 anni, da quell’intervento di Luca, e l’ emergenza in materia di diritti è attualità: assistiamo oggi ad attacchi fondamentalisti a volte anche più forti. Certo, tutto ciò non passa inosservato, ma la nostra capacita di reazione in un paese che affronta crisi politiche ed economiche diventa diversa ed esige ancora di più
…intese laiche…
ed è per questo che abbiamo scelto questo fondale per il X Congresso.
Volendo fare un bilancio politico di questo periodo trascorso, devo ammettere che sicuramente la nostra caparbietà e determinazione, ha prodotto risultati su alcune tematiche… è vero, abbiamo difeso la volontà di persone che chiedono solo di poter vivere in paese che riconosce diritti fondamentali:
– con malati, associazioni, colleghi giuristi, esperti, siamo riusciti a far cancellare dalla legge sulla fecondazione assistita, l’ obbligo dei tre embrioni producibili e il loro contemporaneo impianto (previsioni di una legge che determinavano nessun nato e danni alla salute delle donne);
– siamo riusciti a far ritornare in Italia la possibilità di poter eseguire indagini diagnostiche sull’ embrione, ed evitare così possibili aborti;
– stiamo agendo affinché vi sia equità nell’ accesso alle cure anche per la riproduzione;
– siamo riusciti a far condannare l’ Italia dalla Corte EDU, perché la legge 40 viola la carta europea dei diritti dell’ uomo perché impedisce l’accesso alle cure a Coppie che non sono infertili;
– siamo in attesa dell’ udienza in Corte Costituzionale per cancellare il divieto di eterologa, e il divieto di utilizzo di embrioni non idonei per una gravidanza per la ricerca scientifica;
Il nostro lavoro è andato anche oltre i confini europei con azioni internazionali che hanno visto l’Associazione Luca Coscioni con il Partito radicale intervenire dinanzi alla Corte Interamericana dei diritti dell’uomo a sostegno dei diritti di centinaia di persone che in Costa Rica non possono accedere alla fecondazione in vitro perché in quel paese, i gameti e gli embrioni hanno gli stessi diritti delle persone già nate.
La corte Interamericana lo scorso dicembre ha condannato il Costa Rica, perché:
– accedere ad una cura è un diritto fondamentale umano meritevole di tutela;
– i gameti e gli embrioni non hanno la stessa tutela della persona e possono essere utilizzati per la ricerca;
– queste cure devono essere a carico del servizio sanitario nazionale.
Primo effetto di questa decisione storica è stata l’ emanazione di una buona legge sulla fecondazione in Argentina, e qui avremo il video intervento della senatrice Escudero, tra gli autori della norma. Ulteriori effetti si possono già prevedere a livello internazionale per la funzione evolutiva in materia di giurisprudenza sui diritti umani. Attualmente pendono nuovi procedimenti in materia di fecondazione, ricerca, e interruzione di gravidanza dinanzi alla Corte EDU e il comitato per i diritti sociali in sede di consiglio d’Europa tutti procedimenti che vedono l’Associazione Luca Coscioni parte nel giudizio che grazie alla competenza dei nostri esperti fornisce apporto scientifico e giuridico per una politica dei diritti che ampia la sfera di esercizio e rifiuta posizioni statali paternalistiche e integraliste che tendono a limitarne la fruizione.Risultati ne abbiamo raggiunti anche in materia di barriere architettoniche, e stiamo per mettere in campo nuove azioni, il lavoro fatto che ha visto la condanna del Comune di Roma per atti discriminanti nei confronti delle persone con disabilita’, l’ ulteriore condanna di Poste italiane, i procedimenti incardinati restituiscono rispetto della dignità umana a tante persone. Finalmente è entrato in vigore il contrassegno unico disabili, e ricordo che fin dal congresso di Salerno con Gustavo si e’ lavorato in tal senso. E’ stato realizzato un progetto di Servizio Civile Nazionale con Radio Radicale e Fai Notizia- Simone Sapienza- che con inchieste sui temi da noi trattati evidenziano come le persone percepiscono questi temi e fanno anche una fotografia della realtà, diversa dal sentire politico. Vi invito a consultare il sito dell’Associazione Luca Coscioni nella parte soccorso civile per leggere ogni singola azione come evolve e a che punto siamo. Poi però ci sono temi che dipendono direttamente da un’azione di Governo, e mi riferisco all’ aggiornamento dei LEA (livelli essenziali di assistenza) del Nomenclatore tariffario (lista ausili proteisici), che ad ogni legislatura vedono un Ministro della Salute impegnarsi ma non abbastanza da lasciare riforme in vigore, e ad oggi i LEA non sono aggiornati dal 2002 e il nomenclatore non e’ aggiornato dal 1999 (le asl spendono anche il triplo rispetto al valore in commercio di alcuni ausili e altri restano invece fuori elenco). E se qui i malati le persone e noi con loro iniziano a scendere in piazza a manifestare per una urgenza non procrastinabile cura e assistenza che oggi e’ ancor piu’ colpita a causa di un federalismo sanitario, in risposta si hanno solo parole e promesse ma non fatti concreti. Appare poi pero’ atipico, che in nome di una scienza calpestata, malati, consumatori, associazioni scendono in piazza chiedendo di allontanarci da tutele e norme comunitarie vedono immediatamente il parlamento rispondere con norme anti scientifiche che ci riportano non solo nel Medioevo, ma anche lontani dall’ Europa, mi riferisco al caso Stamina, a ogm e ricerca. Insomma due pesi e due misure diverse, malati che chiedono di superare la loro malattia che non hanno risposte e persone che chiedono violazione di norme comunitarie che invece ottengono ciò che vogliono. Oggi il titolo del X Congresso dell’associazione Luca Coscioni è “e ora laiche intese”. È un titolo emblematico ma che risponde a questo tempo che stiamo vivendo.Non bastano larghe intese se alla loro base non ci sono contenuti validi di riforma e di cambiamento come ogni giorno dobbiamo con amarezza e a volte con sentimento di scoramento e di impotenza a proposito delle questioni istituzionali, a proposito della giustizia e delle carceri, a proposito delle questioni istituzionali. Occorrono convergenze trasversali e davvero riformatrici anche sulle grandi questioni dei diritti civili che tanti esorcizzano, per meglio allontanarle dal loro orizzonte, etichettandole come “questioni eticamente sensibili”. Sono davvero impossibili “laiche intese”?
Conosciamo questo paese e diciamo che invece sarebbero possibili e vincenti. Ce lo dicono le abitudini, e la cultura del nostro popolo, che fu positivamente segnata dalle vittorie dei diritti civili degli anni 70 e che non è stata modificata e piegata dai compromessi di potere degli ultimi due decenni. Ce lo dicono i sondaggi anche sui temi che vengono considerati Tabù dalle nostre classi dirigenti come quello dell’eutanasia. Anche nella classe politica abbiamo registrato qualche segnale incoraggiante nei mesi scorsi. Abbiamo accolto con gioia la firma alla proposta di legge d’iniziativa popolare sulla legalizzazione dell’eutanasia, dell’On. Galan, a lungo governatore del Veneto, poi ministro dei beni culturali nel governo Berlusconi.. E al suo annuncio sono seguite altre prese di posizione che ci fanno sperare che, con la prossima entrata in scena di Forza Italiana, la linea fin qui dominante nel Popolo della Libertà, possa cambiare. Anche se sappiamo che nel complesso della destra italiana ( basta pensare alla Lega e a fratelli d’Italia) si radicano ancora alcune delle più forti resistenze che dobbiamo affrontare. Più grave è il persistere di una linea esitante ed elusiva, perennemente indecisa e sostanzialmente opportunistica da parte di una sinistra che storicamente e sociologicamente fa riferimento a una opinione pubblica e ad un elettorato che maggioritariamente sono aperti e sensibili su questi a soluzioni laiche e di libertà. Non mi riferisco soltanto al Partito Democratico e alle sue scelte, ma anche a SEL e a Rifondazione. Rispetto a questioni che interessano milioni di cittadini, le priorità per questi gruppi dirigenti sono sempre le altre. A maggior ragione, proprio per questo, sento il bisogno di rivolgere il mio saluto e il mio ringraziamento a quei compagni tra PD, SEL, Rifondazione che ci sono stati sempre vicini e sono nostri compagni a tutti gli effetti. Più grave ancora mi appare l’indifferenza che alle scelte e alle soluzioni legislative riguardanti questi temi è riservata dal Movimento 5 Stelle che pure pretende di essere l’alternativa più intransigente agli equilibro politici attuali. Viene voglia di avvertire questi amici che, se anche loro escludono questi temi dalle loro priorità ed eludono le scelte politiche, rischiano di trovarsi su un strada che è quella dell’omologazione con le prassi e i valori dominanti del regime che pretendono di combattere e di rovesciare e di dover presto scoprire di essere diventati puramente semplicemente l’altra faccia della stessa medaglia
Guardate all’immobilismo e alla chiusura della politica italiana in tutte le sue componenti, all’impedimento di ogni forma di dibattito e di confronto ideale e civile da parte dei grandi mezzi di informazione, al conformismo che su questi temi domina ogni settore della vita sociale. E mettete a confronto tutto questo con quanto sta accadendo al vertice della Chiesa cattolica .
Papa Francesco per la prima volta dopo il Concilio Vaticano II, che si e’ concluso dopo 4 anni di lavori nel 1965, definisce la chiesa un ospedale da campo, una chiesa che accoglie… tratta diversamente temi come aborto, divorzio, unioni tra persone dello stesso sesso, riconosce un ruolo importante alle donne. Il Papa riforma la giustizia Vaticana, abolisce l’ ergastolo, rafforza le pene contro gli abusi sessuali sui minori. Papa Francesco non condanna, lascia i fedeli al loro rapporto individuale con Dio. Un Papa che quando parla di peccati e di peccatori, parla innanzitutto di sé stesso e della Chiesa e li affida alla misericordia divina. Quanti decenni sono passati dalla legge sul divorzio, dal referendum del 74, dalla legge sull’aborto? Tanti se rapportati alla vita di una persona, pochi, pochissimi se rapportati alla vita delle istituzioni e al lento modificarsi delle leggi e dei costumi. Ed oggi proprio su questi temi su cui siano stati costretti a combattere contro la nostra volontà incredibili guerre di religione, sentiamo finalmente accenti, attenzioni, sensibilità e soprattutto parole assai diversi dal passato.Tutto ciò significa che e’ iniziato un processo di dialogo reale, anche tra quei dolori che una chiesa, ospedale da campo, incontrerà.
Ma se tutto ciò è in corso, l’effetto positivo dovrebbe esserci già nel far prevedere al Parlamento leggi che non siano solo una risposta ai precetti cattolici – che mirano a trasformare in reato ciò che per la chiesa cattolica è peccato.Dovremmo iniziare a vedere all’opera una Chiesa che accoglie e uno Stato che nel rispetto del principio di laicità lasci al cittadino la libertà di scelta. Non credo che sarà così perché la classe politica italiana non ha alcuna intenzione di staccarsi dalla presa curialesca, di diventare adulta e libera di scegliere in coscienza, di ascoltare la gente. E nel ribadire che l’associazione è uno strumento a disposizione di tutti, è con la forza di tutti voi, dobbiamo porre con ancor più forza al centro del dibattito politico obiettivi perseguiti per arrivare al cuore della politica. Dopo il deposito in Parlamento di quasi 70 mila firme per la proposta di legge per la legalizzazione dell’eutanasia.Ora occorre seguire e sollecitare l’iter per la sua messa in discussione è oggi, ovviamente, il compito primario della nostra associazione. Ma dovremo seguire anche, con la stessa attenzione e caparbietà, le questioni della condanna della Corte EDU nei confronti dell’Italia per violazione dei diritti umani, su tanti temi; i continui interventi dei tribunali sulla legge sulla fecondazione medicalmente assistita; la mancata applicazione della legge 194; le mancate leggi o loro applicazioni sulle unioni gay, sulla disabilità, sulla cannabis terapeutica. Senza dimenticare azioni contro le anti-scientifiche decisioni prese dal Parlamento; rimanendo sempre accanto ai malati e alle loro sofferenze, battendoci sempre per cure certe e scientificamente controllate.Il prossimo Congresso mondiale per la libertà di ricerca scientifica che si terra’ a Roma dal 4 al 6 aprile 2014, sarà un’ ulteriore luogo di confronto per programmare politiche da attuare però i prossimi 2 anni. I fronti aperti, come vedete, non mancano. Da questo congresso occorre uscire indicando la strada i mezzi per determinare quelle laiche intese che possano consentire l’avanzamento dei diritti e l’ampliamento degli spazi per il loro esercizio, in un paese che la smetta di essere paternalistico, chiuso, antimoderno, e invece riconosca al cittadino e affermi la libertà di scelta sulle grandi questioni aperte dall’antropologia del XXI secolo. Su i temi dei diritti delle persone della liberta di ricerca calpestati da leggi ideologiche, Occorre creare e mettere a disposizione di tutti, laicamente, strumenti ed obiettivi liberali nei quali si possano riconoscere singoli individui e organizzazioni in questo Paese e oltre. Ribadisco che per cambiare servono riforme, che i vertici dei partiti italiani non hanno in agenda perché si scontrano con la loro politica di “dialogo” con i cattolici – o con il Vaticano – e comunque non sono funzionali ai loro immediati interessi.
Cari Amici e compagni, congressisti, le riforme servono alla gente, a chi è malato, alle coppie, a chi vorrebbe studiare, alla ricerca, ma manca uno Stato appena democratico che possa essere in grado di tenerne conto.
I singoli parlamentari potrebbero decidere di ascoltare i propri elettori invece dei propri capi, ma forse non possono o non potrebbero nemmeno farlo, perché non hanno alcun rapporto con gli elettori, sono “nominati” dai “proprietari” del loro partito. La forza delle idee si nutre di occasioni di dibattito e conoscenza che, su questi temi, sono costantemente negate, in primo luogo dai grandi media. Rimangono, presenti e attivi come possono, con le loro scarse forze, le persone: gli scienziati, i malati, i cittadini non rassegnati, come non si rassegnò Luca quando, “reso muto da una malattia terribile” – come gli scrisse José Saramago – mise a disposizione di 50 Premi Nobel una forza “nuova”. Per restituire alle istituzioni la capacità di creare nuove libertà, servono, sono indispensabili persone così, perseveranti e attive al servizio delle idee e speranze. Per questo siamo ritornati a Orvieto, la città di Luca Coscioni, per il nostro X Congresso. Perché la memoria dell’impresa di vita che Luca realizzò parla al futuro dell’Italia e del mondo: un futuro dove ci si sappia unire, con “laiche intese”, sulle cose da fare.Concludo ringraziando chi in questi anni ha dato corpo e forza a questa associazione con il proprio lavoro.
ELENA CATTANEO, la sua nomina a senatrice a vita è sicuramente un riconoscimento alla sua persona, alle sue qualità di scienziata e ricercatrice che danno lustro al nostro paese. Quel riconoscimento a lei come cittadina e scienziata è anche il riconoscimento per i tanti scienziati che con l’Associazione Luca Coscioni hanno deciso di uscire dai propri laboratori per divulgare la conoscenza scientifica in modo che non fosse trattata solo da ideologismi e integralismi che nulla hanno a che fare con la scienza. Elena Cattaneo non può essere qui, e se ne dispiace, ma è stata con noi fino all’ultimo consiglio generale e con noi sta preparando il Congresso Mondiale per la libertà di ricerca scientifica che si terrà a ….
LE CELLULE COSCIONI, ciascun militante, ciascun iscritto che ha dato vita nel proprio piccolo paese o nella propria grande città ha far vivere il nostro manifesto “dal corpo della malati al cuore della politica” anche alla politica dell’amministrazione a lui più vicina, dove il corpo del malato vive, loro sono l’Associazione Luca Coscioni. Come lo siete voi che per primi, insieme agli altri che arriveranno, siete arrivati qui a Orvieto e come i tanti militanti che non ci possono raggiungere perché impegnati nell’opera referendaria che ci ha impegnati da mesi.
HO ELENCATO LE LOTTE E GLI OBIETTIVI dell’Associazione Luca Coscioni. Anche con le parole di Luca. Ma non ho elencato i nomi di chi in questi anni ha dato vita a queste lotte. Sono persone capaci, che hanno dato il loro tempo di avvocati, di medici, di militanti, il loro tempo strappato a un po’ di meritato riposo dalle loro fatiche per dedicarsi alle iniziative che sono proprie di questa nostra impresa. Evito di farne l’elenco. Perché dagli elenchi manca sempre qualcuno. Loro sanno quanto sono stati utili. E a loro, che hanno aiutato me, Marco e chi lavora quotidianemente in associazione va il mio personale, e credo a nome di tutti noi, ringraziamento.
Ringrazio LE ASSOCIAZIONI CHE CI SONO STATE VICINO PER RACCOGLIERE LE FIRME.
Luca concludeva il suo intervento nel 2005…con stima fiducia e amore a tutti, ……………………… faccio mie le sue parole.

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.