Alla ricerca dell’elisir di lunga vita

Il Messaggero
Francesca Pierantozzi

Un cuore, un cervello, un rene di ricambio, da poter usare nello sfortunato caso di un infarto, un ictus, una leucemia, e continuare a vivere, magari non proprio in eterno ma più a lungo, molto, molto più a lungo, e soprattutto in forma, come nuovi. Fantascienza? La solita fandonia sanitaria? No, un contratto da 47mila euro alla sottoscrizione e 500 annui a partire dal terzo anno. Garantirà un backup genetico, un corpo di ricambio da usare quando l’originale comincia a cedere. Senza nemmeno bisogno di andare a scomodare le cellule staminali dell’embrione umano. L’annuncio suona come una delle tante promesse miracolose e infondate della medicina futurista, ma questa volta arrivata da Collectis, il più importante gruppo industriale francese di biotecnologie, leader in ingegneria dei genomi e nel settore delle staminali. Il 48enne presidente biologo-imprenditore di Collectis Andrè Choulika, ha scelto New York per annunciare due giorni fa il lancio della sua nuova filiale Scèil e << l’orgoglio di essere i primi al mondo a mettere a disposizione del grande pubblico l’importante progresso scientifico che rappresenta la tecnologia delle cellule staminali pluripotenti indotte >>.

I BENEFICI PROMESSI

Se la biotecnologia è complessa e si basa sugli studi che nel 2011 hanno valso il Nobel per la medicina al giapponese Shinya Yamanaka, per il fortunato sottoscrittore del nuovo contratto Scèil i fastidi sono minimi e i benefici (promessi) enormi. Una volta compiute le necessarie formalità amministrative – come spiega il settimanale francese Nouvel Observateur – all’assicurato saranno prelevati 3 millimetri di pelle, immediatamente spediti in un laboratorio di Singapore, dove le cellule del derma (fibroblasti) saranno coltivati, conservate nell’azoto liquido e riprogrammate per produrre le famose << cellule staminali pluripotenti indotte>> o iPS. Si tratta, come le vere staminali embrionali, di cellule pronte a differenziarsi, in base alla necessità, in cellule del cuore, fegato, cartilagine, cervello… Provenendo dalla pelle del donatore e non da un embrione, le iPS presentano il non trascurabile vantaggio di evitare polemiche religiose o bioetiche. In caso di malattia o incidente, l’assicurato potrà ricorrere alle sue iPS e rifarsi nuovo. Per il momento, tuttavia, Scèil potrà commercializzare il suo contratto soltanto a Singapore, molto presto a Dubai e forse in Svizzera.

La maggior parte dei paesi impone infatti di specificare l’uso futuro di qualsiasi prelievo biologico. Per molti è ancora troppo presto per sapere se le iPS non presentino controindicazioni a lungo termine. Choulika non ha dubbi: << un bambino nato quest’anno ha una speranza di vita di 140 anni. Dal 2020 o 2030 curarsi in questo modo sarà diventata la norma>>. Più prudente la ministra delle Ricerca francese Geneviève Fioraso, che domani presenterà all’Assemblèe Nationale la nuova legge di bioetica: << E’ positivo che grazie a iniziative come quelle di Cellectis la scienza possa compiere progressi nello studio delle iPS, ma è necessario ricordare che il comportamento a lungo termine di queste cellule presenta ancora incertezze. Per questo mi batto per una legge che autorizzi, a determinate condizioni, la ricerca sulle staminali embrionali>>.

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.