La Gaia scienza

finalmente permettersi di cambiare protezione. L`indicibile viene detto.Da quell`iperbolico vecchio titano che in collera “mandava fiamme, si dimenava in preda ad autentici attacchi nervosi per cui tutti tremavano” ci si aspetterebbe una scenata, ma è tale il dolore e la delusione “che in quel salotto che disprezzava, questo grande signore… in una totale paralisi della mente e della lingua, non seppe far altro che gettare sguardi atterriti, indignati per la violenza che gli veniva inferta, supplichevoli e interrogativi”. Intorno non incontra che il gelo degli ipocriti o dei moralisti, I “ma c`era una persona che l`ascoltava… era la regina ai Napoli… nessuno i aveva sentita entrare a causa del trambusto provocato dall`incidente, di cui aveva immediatamente compreso il motivo sentendosi riempire di indignazione”.E la vecchia Borbone, dinanzi all`uomo ferito e messo a nudo nei suoi moti più privati “porse il braccio a Charlus… `Sembrate non star bene, caro cugino, appoggiatevi al mio braccio`, disse rivolta a Charlus. `Potete star certo che vi sosterrà sempre. E` abbastanza solido`. Poi, sollevando fieramente gli occhi… aggiunse: `Sapete che un giorno a Gaeta ha già tenuto a bada la canaglia. Saprà servirvi da protezione`. 

La storia delle battaglie civili sull`omosessualità del Novecento che ha visto Stonewall e le condanne britanniche fino agli anni Sessanta, le impiccagioni di taluni stati teocratici, l`abolizione della voce nella lista delle malattie dell`American Psychiatric Association nel 1973, i gay pride e le posizioni di Obama e Cameron, è in fondo anche la storia, incasinata come per ogni problema autenticamente umano dalle suffragette alla libertà religiosa – dell`anelito, della richiesta, della pretesa, della presenza o dell`assenza di “quella mano”, la domanda che in qualche maniera alla riprovazione dei secoli o degli anni passati lo civiltà ribatta con un gesto al tempo stesso effettivo e simbolico, e quale debba essere la sua portata. Tante posizioni al riguardo contengono sempre qualche verità e qualche riduzione. Una delle più grandi scrittrici omosessuali del secolo scorso come Mary Renault metteva in guardia già negli anni Cinquanta su chi fa della propria vita affettiva una “specializzazione… dando le spalle a ogni altra realtà, chiudendovisi a riccio, come in un grembo”, e Jeanette Winterson raccontò il fastidio di sentirsi accomunata a un`altra scrittrice da una studentessa solo perché entrambe lesbiche; come notava Paolo Zanotti, “se la studentessa avesse replicato `pensavo che lei fosse inglese`, o `pensavo che lei fosse donna`, non per questo avrebbe avuto ragione”.

Paolo Poli fa sempre sorridere quando, interrogato sui matrimoni gay, sbuffa che “il secolo del sesso è diventato il secolo della cucina” ma è anche vero che il maledettismo per cui l`omosessuale è grande solo quando è un lupo antiborghese alla Pasolini, risulta ancora una volta un ghetto e una macchietta. A ben guardare molti non chiedono tanto o soltanto la reversibilità del sistema pensionistico o le visite in carcere, luogo che uno spera di guardare sempre da fuori, ma una risposta specifica a quello che, ancora una volta è prima di tutto un interrogativo ontologico, e solo di conseguenza morale e sociale; ma qui a interrogarsi non sono le religioni, bensì quelle realtà molto giovani dal punto di vista della storia umana che si chiamano stati. Su quali basi questi fondano i propri diritti? E` possibile indicare un valore oggettivo per cui un rapporto affettivo anche tra persone dello stesso sesso contribuisce al vivere comune e quindi “fa bene” allo stato? Dove si gioca il confine tra la semplice estensione di un diritto, come il voto alle donne o agli uomini di colore e la sempre dannosa confusione tra cose che non vanno poste in classifica ma semplicemente valorizzate nella loro differenza? Anche la fiera nobildonna, che Visconti voleva far interpretare a Greta Garbo, sostenendo quel barone che doveva essere Marlon Brando, pone a tutti noi, riuniti nel salone, un`altra domanda. Che mano può e deve porgere la Regina? 

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.