La scelta di Piera: «Non voglio soffrire»

Il Gazzettino – edizione Venezia
Daniele Duso

Poco meno di tre minuti per stimolare la riflessione sull’eutanasia legale. È la durata del video presentato ieri mattina a Roma dall’associazione Luca Coscioni e che vede come protagonista Pierina Franchini, residente a Chirignago ed esponente di Rifondazione comunista. Pierina Franchini, conosciuta come Piera, dopo essere stata colpita da una malattia incurabile, qualche mese fa ha deciso di recarsi in Svizzera per essere accompagnata al suicidio assistito.
Il video presentato ieri, intitolato “La scelta di Piera”, già nei giorni scorsi aveva iniziato a girare sui principali social-network in una versione ridotta, un’anteprima di pochi secondi. Nella versione completa presentata ieri, che dura 2 minuti e 59 secondi, Piera racconta tutti i motivi che l’hanno spinta alla sua scelta, drastica, senza ritorno.
Comunque «le altre strade non mi portano alla guarigione – spiega nel video – Perciò non ho dubbi, non voglio soffrire. Diventa una sofferenza fine a se stessa». Il racconto, diretto, crudo, parte dalla diagnosi della malattia, nell’aprile del 2012, passa per l’unica terapia possibile, quella antidolorifica, fino alla decisione di contattare l’associazione svizzera Dignitas. E infine il viaggio, l’ultimo, esattamente il giorno dopo aver girato il video nel quale chiede: «Chi può arrogarsi il diritto di costringere una persona a soffrire fino a morire?».
Durante l’estate, dopo aver saputo che l’associazione “Luca Coscioni” aveva lanciato l’appello shock “AAA Malati terminali cercasi” tramite le stampa nazionale, Piera aveva preso contatti con Marco Cappato, dell’associazione Luca Coscioni. Da qui la decisione di offrire la propria testimonianza, che assieme a quella di altre persone con lo stesso crudele destino farà ora da sfondo alla campagna per la raccolta firme che parte oggi nelle piazze italiane, per legalizzare l’eutanasia anche in Italia come già avviene in altri Paesi come la Svizzera, dove ogni anno sono almeno una trentina gli italiani che si recano per poter usufruire senza problemi dell’accompagnamento alla morte volontaria.
Sarà coinvolta anche Venezia in questa che è la prima giornata di mobilitazione nazionale per la raccolta di 50mila firme sulla proposta di legge di iniziativa popolare per la legalizzazione dell’eutanasia in Italia. Saranno due i tavoli ai quali si potrà firmare: a Marghera, in Piazza Mercato, dalle 9.30 alle 12.30, a Mestre, in Piazza Ferretto, dalle 10 alle 18. Nel frattempo proprio in questi giorni in Consiglio comunale a Venezia prosegue l’iter per l’istituzione di un registro comunale dei testamenti biologici, che i rappresentanti di Rifondazione comunista hanno chiesto di dedicare proprio a Pierina Franchini. Entro metà maggio la discussione arriverà sui tavoli della commissione per gli Affari istituzionali, dopodiché, si spera entro l’estate, passerà in Consiglio per l’approvazione definitiva.