
Ennesimo intervento dei giudici sulla legge 40 che regola la fecondazione assistita. Il Tribunale di Firenze ha sollevato
la questione di legittimità costituzionale dell`art. 4 della legge per contrasto con l`art. 3 della Costituzione secondo
il quale tutti i cittadini sono eguali davanti alla legge. A presentare ricorso una coppia rivoltasi all`Associazione
Coscioni dopo il rifiuto di un Centro di Firenze di eseguire la fecondazione eterologa. Una decisione che ha immediatamente riacceso le polemiche. «Certamente la libertà della coppia di decidere il proprio futuro riproduttivo
è un diritto assoluto. Un diritto privato da quella che fu una legge, la 40, assolutamente ideologica e insensata» ha detto il ginecologo Claudio Giorlandino, presidente della Fondazione Artemisia e segretario della Società italiana di
diagnosi prenatale. Una posizione «dogmatica» e, questa sì, insensata per due ragioni. La prima è che i sostenitori
dell`eterologa continuano a considerare la procreazione medicalmente assistita come una terapia; la seconda è
che non tiene in alcun conto i diritti del nascituro. Tra i quali, come ricorda Paola Ricci Sindoni, vicepresidente vicaria dell`Associazione «Scienza & Vita», quello «di conoscere le proprie origini, al fine di tutelarne l`identità personale, oltre che garantirne la tutela sanitaria e sociale».

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.