Biologico: i cittadini europei chiedono cibi “bio” e Ogm free

Il Sole 24 Oree Agrisole
Massimo Agostini

A tavola i cittadini europei preferiscono sempre pia prodotti biologici e Ogm-free. A evidenziare questa tendenza è la consultazione pubblica lanciata a gennaio dall’Unione europea che la scorsa settimana — a pochi giorni dalla scadenza fissata il 15 aprile per far esprimere volontariamente il proprio pensiero a circa 500 milioni di potenziali consumatori — ha fornito i primi risultati dell’indagine. Nel biologico, ha spiegato il commissario Ue all’Agricoltura, Dacian Ciolos, i cittadini «ricercano un’agricoltura e un’alimentazione senza Ogm, senza residui di pesticidi o di sostanze chimiche. Sono sempre pia interessati a prodotti naturali, locali e stagionali e auspicano che il biologico sia un’agricoltura pia avanzata in materia di sostenibilità rispetto a quella convenzionale». La consultazione pubblica sul biologico, che nei tre mesi stabiliti ha registrato la partecipazione volontaria on line di circa 50mila consumatori, per il commissario «sembra confermare in modo netto che sugli Ogm e sulle sostanze chimiche utilizzate a monte e a valle della produzione, le attese dei cittadini sono molte elevate». Il commissario Ciolos ha quindi aggiunto che «la questione delle soglie di tolleranza o, ancora, quella relativa all’autorizzazione di certe sostanze dovranno essere esaminate da vicino». Ciolos si è detto consapevole che «per integrare questa nuova realtà la sfida da affrontare è considerevole, sia dal punto di vista economico, che istituzionale». Il commissario si è espresso in occasione della riunione del Comitato consultivo europeo per la filiera biologica, al quale partecipano i rappresentanti di 27 Stati membri, i produttori, le cooperative, le Ong (Organizzazioni non governative). La consultazione pubblica sulla revisione del settore presso i 500 milioni di cittadini europei, ha poi spiegato il commissario, ha avuto un grande successo con «quasi 50mila risposte al questionario messo a punto dalla Ue, a cui si aggiungono 1.600 proposte e idee inviate spontaneamente da cittadini e associazioni. Per Ciolos, quindi, «le attese sono elevate e questo richiede scelte molto chiare». Cosa fare a questo punto in vista di una prossima, importante revisione delle regole per il settore? «Passare a una nuova fase per il biologico e per la regolamentazione europea in questo settore — ha quindi aggiunto il commissario — non significa cambiare solo per cambiare, ma per migliorare la legislazione, renderla pia efficace, più adatta alla nuova realtà, garantendo la credibilità a lungo termine del settore».

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