L’associazione Luca Coscioni ha presentato ieri la nuova campagna nazionale per raccogliere firme che portino a un disegno di legge di iniziativa popolare, rivolto al rifiuto di trattamenti sanitari e liceità all’eutanasia. Un’iniziativa promossa anche da Exit Italia, Uaar, Radicali Italiani e Amici di Eleonora onlus. «Servono almeno 50 mila firme», ha sottolineato Filomena Gallo, segretaria nazionale dell’associazione Luca Coscioni, «per poter arrivare a un disegno di legge su cinque articoli, poi emendabili in Parlamento, ma che permetta ad ognuno di decidere cosa fare. Stiamo lavorando sul modello inglese, facendo prima informazione e poi arrivando alla proposta di legge. I casi Englaro e Welby insegnano che in Italia le persone non possono scegliere». I fogli per le firme sono già disponibili in municipio a Ca’ Farsetti e negli uffici municipali di Mestre e Lido, mentre ieri mattina una raccolta firme è stata fatta anche in piazza Ferretto. Stando ai dati forniti dall’associazione Luca Coscioni, secondo il rapporto Eurispes Italia 2013, il numero di italiani favorevoli all’eutanasia è pari al 64,6 per cento, con un incremento superiore al 14 per cento in un anno. Nel Nordest il dato sale quasi al 70 per cento. «Non sappiamo più quali azioni intraprendere per fare capire quel che pensano i cittadini in merito», fa notare Franco Fois, rappresentante del nucleo promotore di Venezia della stessa associazione. «Basti pensare al caso di Vittorio Bisso che, da Dolo, è andato in Svizzera quasi clandestinamente. A Venezia da tre anni è in discussione una delibera in Comune sull’agenda del testamento biologico». La consigliera comunale Camilla Seibezzi ha aggiunto: “Le percentuali indicano palesemente la volontà della gente».
Firme a favore dell’eutanasia
La Nuova Venezia
Simone Bianchi
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