Roma. Il divieto degli ogm? “Un errore nella Costituzione, che ho commesso lasciandomi influenzare da un ecologismo infantile”. Presidente dell’Ecuador cui i sondaggi prospettano per il prossimo 17 febbraio una riconferma con tra il 49 e il 62 per cento dei voti, Rafael Correa da quando Chavez è alle prese con la sua malattia ha iniziato anche a proporsi nell’America Latina come prossimo leader dell’asse regionale di governi di sinistra radicale creato e finora guidato dal colonnello venezuelano. E’ una chiamata all’eredità sostenuta da segnali come l’asilo a Assange, la proposta fatta all’Opec di una carbon tax e anche la mediazione (fallita) che ha tentato per far presentare alla rissosa sinistra paraguayana un candidato comunque alle presidenziali del prossimo 21 aprile. Ma un motivo per cui Correa si ritrova oggi col vento in poppa è anche per l’eccezionale crescita dell’Ecuador. 8 per cento nel 2011, 4,8 nel 2012, 4,4 nel 2013. A parte il petrolio, l’economia è però pompata dall’export agroindustriale: banane, caffè, cacao, mango, fiori, gamberetti, tonno. E la grande speranza è che la estrema biodiversità possa propiziare un boom delle biotecnologie. Proprio per tutelare questa biodiversità l’articolo 15 della Costituzione ecuadoriana del 2008 proibisce gli “organismi geneticamente modificati pregiudiziali per la salute umana o che attentino contro la sovranità alimentare o gli ecosistemi”, e l’articolo 401 “dichiara l’Ecuador libero da coltivazioni e semi transgenici. Eccezionalmente, e solo in caso di interesse nazionale debitamente motivato dalla presidenza della Repubblica e approvato dall’Assemblea nazionale, si potranno introdurre semi e coltivazioni geneticamente modificati”. Adesso, però, Correa si è convinto che si tratta di una palla al piede, che impedisce il definitivo decollo. E anzi, si è convinto che “le sementa geneticamente modificate possono quadruplicare la produzione e tirare fuori dalla miseria i ceti più poveri”. D’altra parte, malgrado il divieto, il bestiame nazionale già si nutre di soia ogm, prodotta in quantità da paesi vicini e alleati. Va ricordato che il presidente dell’Assemblea che approvò quella Costituzione era Alberto Acosta: già ideologo della “Rivoluzione Cittadina” di Correa e suo ministro di Energia e miniere, prima di rompere con lui nel modo più duro. Il 17 febbraio è infatti candidato alla presidenza contro Correa, per 11 partiti di sinistra. I sondaggi gli danno tra il 2 e il 6 per cento: a lui alludeva Correa quando parlava di “ecologismo infantile”.

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.