Intervista a Filomena Gallo: “Non è la parola definitiva, presto una nuova decisione”

la Stampa

Avvocato Filomena Gallo, lei ha assistito la coppia di Brescia che con il suo ricorso ha dato via all’iter che ha portato alla pronuncia della Consulta. Che secondo alcuni commenti salva la Legge "40". E’ vero? «No. Se l’avesse salvata avrebbe confermato il divieto di fecondazione eterologa, quindi avrebbe emesso una sentenza di merito. Invece i giudici hanno chiesto ai tribunali dai quali provenivano i ricorsi di riformulare la domanda, tenendo presente che a novembre è intervenuta un’ulteriore sentenza del Tribunale dei diritti dell’uomo di Strasburgo. Di fatto la Consulta ha respinto le tesi dell’Avvocatura dello Stato a difesa del divieto totale dell’eterologa ed ha accolto le nostre». Ma Strasburgo non aveva di fatto giudicato legittimo vietare la fecondazione eterologa nei Paesi comunitari? «Non è così. Strasburgo ha invitato gli Stati membri a legiferare tenendo conto dell’evoluzione scientifica delle tecniche di inseminazione». Il nostro Parlamento dovrà rimettere mano alla legge? «Sul divieto di eterologa tornerà ad esprimersi la Consulta, questa volta credo in via definitiva. Ma è bene ricordare che da noi oggi non c’è un vuoto normativo perchè abbiamo recepito una normativa Ue che prevede la massima garanzia per i donatori di gameti e che li ricevono». Adesso cambia concretamente qualcosa per le coppie italiane? «Per ora niente, perché il divieto resta in vigore ma c’è la possibilità che venga rimosso dalla stessa Consulta. La decisione arriverà molto probabilmente da qui a un anno e sono convinta che sarà una dichiarazione di incostituzionalità del divieto stabilito dalla legge 40».