Gli hanno diagnosticato la Sla lo scorso 18 agosto, ma nonostante la malattia degenerativa lo costringa su una sedia a rotelle Vittorio Bisso, 53 anni, ex assessore allo Sport del comune di Dolo, non ha perso la voglia di lottare. Proprio ieri il suo avvocato Massimiliano Stiz ha depositato il tribunale a Dolo, nel corso di un procedimento civile, la volontà del suo assistito di ricorrere al cosiddetto "testamento biologico" ed ha incaricato la moglie Marisa Piovesan come amministratrice di sostegno. "Perché – ha spiegato Bisso, con voce ferma – della mia vita voglio decidere io e mia moglie sa che non voglio nessun accanimento terapeutico". L’ex assessore si è poi scagliato contro la legge ferma in Senato nella quale si dà ai medici la possibilità di decidere su quali cure apportare ad un malato terminale, anche quando questi non ha più la coscienza per esprimersi: "Purtroppo in questo Paese non è concessa la dolce morte, però voglio almeno essere io a decidere sulla mia fine". Bisso, comunque, è ancora innamorato della vita, tanto che alcuni mesi fa si è recato pure in Thailandia per essere sottoposto ad un intervento con l’utilizzo di cellule staminali: "L’esperimento, però, non è riuscito ed i medici mi hanno confermato d’essere affetto dalla Sla". Ciò che amareggia Bisso è, inoltre, l’esigua disponibilità di fondi per malati come lui: "La Regione ha pochissimi fondi e nonostante l’Ulss 13 mi dovrebbe seguire nell’evoluzione della malattia, io non ho mai visto nessuno farmi visita. Tutti gli aiuti che ricevo derivano dall’amore dei miei famigliari e degli amici. Ho un fisiatra che mi segue, ma lo pago io. Così come mi hanno dotato di una sedia a rotelle, ma nel caso volessi utilizzare una poltrona per deambulare meglio, questa dovrei restituirla".
Bisso: “Decido io sulla mia vita”
Il Gazzettino
Gianluigi Dal Corso
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