“Nella sanità serve più trasparenza”

Sole 24 Ore
Roberto Turno

 "La guardia va tenuta altissima. In sanità, dove circolano molti soldi, ci vuole la fermezza più assoluta". Il ministro della Salute, Renato Balduzzi, non nasconde i problemi dell’illegalità e della corruzione che circondano il Ssn. Ma mette in guardia: sul versante dei controlli la sanità è il comparto pubblico più avanzato, "tanto che si scoprono le magagne". Ciò non toglie che servono strumenti sempre più "raffinati", precisa. Anche nella lotta all’evasione dai ticket, che potrebbe trovare qualche risposta nel prossimo "Patto" per la salute.

Le sollecitazioni del capo dello Stato, le denunce della Corte dei conti dopo quelle della Guardia di finanza: la corruzione dilaga e la sanità è un terreno minato. Ministro Balduzzi, il Ssn sembra una polveriera. Come sempre il capo dello Stato è intervenuto puntualmente mettendo il dito sulle vere piaghe. Che la Corte dei conti ha confermato. Non ci si può accontentare dicendo che sono casi isolati. Bisogna sempre tenere altissima la guardia. E in sanità, siccome circolano molti interessi e molti soldi, c’è la tentazione a pensare che si possa approfittarne. Per questo serve la fermezza più assoluta. Ma attenzione: non si deve fare di tutte le erbe un fascio e colpevolizzare alcuni settori o categorie.

Cosa serve: regole, pene adeguate… Le regole le abbiamo. Certamente possono essere migliorate. Ma non servono chissà quali norme per battere l’illegalità e la corruzione. Dobbiamo passare dalle parole ai fatti, fare ciascuno per la propria parte il proprio dovere.

Le regole ci saranno, però sono bypassate. Il problema dei controlli è sempre stato e resta il problema di questo Paese. Ma non è un problema che riguarda solo la sanità. Anzi.

Anzi? Da un certo punto di vista in sanità il sistema dei controlli è anche più raffinato. Tutto in sanità è più avanti rispetto ad altri comparti.

Intende dire? È il comparto dove, con più livelli istituzionali interessati, si controlla di più. È un mondo più leggibile di altri. Infatti vengono fuori le magagne. Ma è chiaro che ci vuole ancora più trasparenza. Ad esempio sui direttori generali, sui primari, sulle scelte aziendali, nella dinamica delle relazioni tra medico e paziente e istituzioni. Sicuramente c’è molta strada da fare.

L’Ordine dei medici dovrebbe essere più severo e più rapido nelle sue decisioni contro i dottori corrotti? Questo è un problema generale del sistema ordinistico del nostro Paese. Non riguarda solo i medici, ma tutti gli ordini professionali. Non è tanto il problema di dire "ordini si, ordini no", ma di dire cos’è l’ordine professionale, che non è nato per fare il sindacalista di una categoria ma per assicurare l’interesse pubblico, la possibilità di valorizzare le eccellenze e le capacità della categoria e di assicurare la tutela dell’interesse generale sulla qualità dei servizi dei professionisti. Se gli ordini fanno questa scelta ed entrano pienamente in questa logica, probabilmente non c’è bisogno di chissà quali sfracelli normativi. Già le norme dicono tutto.

Non crede che serva un’operazione forte per azzerare le false esenzioni dai ticket? Chi evade in sanità ci ruba la salute, tanto più in tempi di risorse scarse e di tagli. Giusto per tornare alla progressività prevista dall’articolo 53 della Costituzione… Assolutamente si. Laprogressività è un "sottotipo" dell’equità. E l’equità assicura che le risorse limitate vadano soprattutto a chi ne ha più bisogno. Sotto questo profilo qualche strumento ulteriore è opportuno, anche con una rimodulazione dei sistemi di esenzione, come faremo col "Patto" per la salute.

Farete qualcosa anche contro le false esenzioni? Per le false esenzioni non servono chissà quali strumenti: basta incrociare opportunamente i dati. Se necessario però qualche indicazione per migliorare la situazione sarà data anche col "Patto". Ci stiamo lavorando.

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