Il concetto di morte ignorato dal legislatore

Repubblica
Paolo Cornaglia Ferraris

L’onorevole Eugenia Roccella (Pdl, ex sottosegretario alla Salute) è confusa. Non sa che la definizione della morte è cambiata sin dal primo trapianto di cuore. La fede religiosa non impedisce il senso di responsabilità: è morto anche chi ha il cuore che batte, cellule staminali di embrioni umani sono usate per riparare la retina di chi è diventato cieco per maculopatia (ammesso), oppure per ricerche su doni umani (proibito).

I limiti sono scientifici, etici, legali e tra essi c’è differenza. Dovrebbe leggere Passaggi (Pensiero Scientifico), raccolta di opinioni di specialisti che ripercorrono la storia del concetto di morte nel pensiero occidentale. Capirebbe che non è eutanasia quella su Eluana Englaro e la smetterebbe di predicare in tv come un anziano parroco di 50 anni fa. Non era lui unico detentore della "verità" ieri, né oggi lo è nessuno. Visto che va in libreria, legga anche il mio Accanimento di Stato (Piemme Ed) sull’assurda legge da lei votata alla Camera per obbligare noi medici a infilare sondini in chi sta morendo.