VIII CONGRESSO ASSOCIAZIONE LUCA COSCIONI: UNA POLITICA IN DIFESA DEI PIU’ DEBOLI

dal 01 Ottobre 2011 00.00 al 02 Ottobre 2011 00.00

                                          L’ass. Luca Coscioni: una politica al servizio dei più deboli

                                                                di Renato Biondini

Non potrò partecipare al congresso dell’ ass. Luca Coscioni del 2011 ma ho pensato, anche dietro l’invito di Mina Welby, di inviare una mia relazione, sperando che possa essere un positivo contributo al dibattito.

Io credo che la politica (da polis termine greco che indica città dove la città a quel tempo era una città stato, vedi Atene e Sparta) è tutto ciò che attiene e riguarda lo stato.
Ora siccome le moderne società sono organizzate in organizzazioni statali, la politica non è altro uno strumento atto ad organizzare il funzionamento dello stato e a dare delle regole ai cittadini per convivere civilmente in certa società.
Senza fare grandi discorsi filosofici e dei massimi sistemi per me la politica dunque è un mezzo per costruire una società, e un mondo migliore.
Mi si domanderà, che cosa si intende per un mondo migliore?
Per me un mondo migliore è un mondo nel quale sia data al maggior numero di persone nel mondo la possibilità di poter scegliere la più ampia gamma di scelte possibili e quindi di soddisfare i propri bisogni a partire da quelli primari.
Sicuramente il primo bisogno dell’uomo è quello della sopravvivenza seguono poi successivamente quelli che aumentano la qualità della sua vita.
Entrambi questi bisogni attengono alla salute psicofisica delle persone.
Tralascio il discorso sulle popolazioni dei paesi sottosviluppati e il problema della lotta contro la fame nel mondo (di cui tra l’altro i radicali si sono fatti carico da molto tempo e che secondo me andrebbe ripreso anche in considerazione della scadenza del 2015 degli Obiettivi del Millennio), poiché esulano dagli obiettivi dell’associazione Luca Coscioni. Per quanto riguarda il tema della salute psicofisica dei cittadini in Italia, uno dei problemi principali è sicuramente quello della qualità della vita di persone malate e/o anziane che non sono più autosufficienti e delle problematiche dei loro familiari.
Mi domando e vi domando in Italia quali sono quelle categorie di persone che soffrono maggiormente, chi sono coloro che non riescono a far sentire la propria voce, quali sono quelle persone che sono condannate ad una vita di patimenti, e di pene?
Io credo che questo tipo di persone noi sappiamo chi sono, sono tutte quei cittadini che hanno una malattia neuro generativa, i disabili, i malati mentali, i malati cronici, gli anziani non più autosufficienti ecc.
Lo stato che deve essere al servizio dei cittadini, specialmente i più bisognosi, se non si occupa di alleviare le sofferenze di queste persone di che cosa si dovrebbe interessare? Io voglio uno stato che si occupi di queste persone, io voglio uno stato che si preoccupi e si prenda in carico delle loro problematiche!
Ecco perché sono felice dell’esistenza di questa associazione Luca Coscioni che con intelligenza e acume è entrata a far parte della galassia radicale.
E’ un’associazione che si occupa di temi centrali per la società contemporanea e lo sarà ancora di più nel prossimo futuro; i temi della ricerca scientifica per la cura delle malattie neurovegetative, l’aiuto e l’assistenza sociosanitaria alle persone malate e/o anziane non autosufficienti, i diritti dei disabili ecc..
D’altronde se guardiamo allo sviluppo storico delle civiltà umane, notiamo che nel corso del tempo e con il passaggio da una civiltà ad un’altra la costante che emerge e che contraddistingue il processo di civilizzazione dell’uomo è proprio quello che lo eleva da dei comportamenti più “animali” dove vige la legge del più forte, il più grande e forte domina e mangia il più piccolo, a un comportamento nel quale tutte le persone hanno dei diritti e anzi dove la società si fa carico di aiutare queste persone svantaggiate per cercare di rendere la loro vita più degna di essere vissuta.

Il grado di civiltà di un popolo quindi si misura dal grado di attenzione e di cura verso quelle persone che sono più deboli malate e/o anziane non autosufficienti.
Io voglio che l’Italia sia un paese più civile, voglio un paese che dia una speranza e adotti delle politiche per il sostegno a più bisognosi!
Perché si deve soffrire inutilmente quando si ci sono soluzioni per evitarlo? Perché?
Perché non dare la possibilità alla scienza di compiere delle ricerche anche sule cellule staminali embrionali dalle quali secondo autorevoli scienziati ci sarebbero delle possibilità di scoprire delle cure per le malattie neurovegetative?
Perché non dare la possibilità alle persone di scegliere come vivere e come morire, perché siamo costretti a subire delle cure contro la nostra volontà? Vogliamo l’eutanasia, vogliamo il diritto di suicidarci!
Sembra che in Italia ciò non è possibile anche per l’ingerenza e il condizionamento della Chiesa cattolica. Ma dov’è lo Stato laico principio fondante di un paese liberale e democratico? Dov’è? Non è accettabile che i dogmi di una confessione religiosa anche se la più praticata in Italia condizioni tutta la popolazione a sottostare ai suoi dettami.

Che dire poi dell’insufficiente sostegno sociosanitario alle persone malate non autosufficienti?
Anche qui l’azione dello Stato è inadeguata, potrebbe erogare molte più risorse e servizi per alleviare le sofferenze di molte persone e aumentare sensibilmente la loro qualità della vita ma ciò non avviene. Noi lo volgiamo, pretendiamo che lo Stato, le Regioni, i comuni, sostengano maggiormente queste famiglie erogando per esempio una indennità di accompagnamento molto più elevata. Le Regioni potrebbero erogare degli assegni di cura come pure i comuni potrebbero offrire molti più servizi socio assistenziali.

Quante famiglie hanno dei loro cari nelle liste d’attesa per entrare nelle case di riposo, nelle RSA, nelle Residenze protette o non hanno risorse economiche sufficienti per pagare le rette?

Quante famiglie che tengono domiciliarmente i loro cari malati, hanno bisogno delle badanti per assisterli? Un numero enorme, che tenderà ad aumentare sempre di più. Quasi tutte queste famiglie non possono mettere in regola queste badanti perché costano troppo! Probabilmente milioni di famiglie in Italia vivono illegalmente perché lo Stato non da loro un sufficiente sostegno anche economico per assistere i propri cari malati e/o anziani non autosufficienti. Tutto questo è inaccettabile!

Vengo ora ad alcune proposte sulle quali secondo me la Coscioni dovrebbe incentrare la sua azione e le sue risorse nel prossimo futuro:

Creare una mobilitazione politica anche attraverso delle proposte di legge di iniziativa popolare per:

Modificare la legge 40 del 2004 (prendendo come riferimento il referendum promosso nel 2005, legalizzazione dell’eutanasia, aumentare l’importo dell’indennità di accompagnamento per i non autosufficienti, sollecitare gli enti locali regioni e comuni per sostenere sia economicamente e sia attraverso servizi socio assistenziali i malati non autosufficienti (spesso si tratta di far rispettare i propri diritti come per esempio eliminare le barriere architettoniche).
Occorre una mobilitazione delle varie cellule dell’associazione in tutta Italia attraverso l’organizzazione sistematica dei classici tavoli “radicali” dove fare informazione, fare propaganda, proselitismo , raccogliere firme e perché no anche i finanziamenti per le nostre attività.

Infine come nuovo tesoriere della cellula di Ancona della Coscioni voglio sottoporre un chiarimento a proposito dell’art.14bis dello statuto dell’associazione Luca Coscioni in merito allo status di cellula della Coscioni.
L’art. 14bis recita”la cellula deve portare 5 nuovi iscritti e 100 nuove persone che, disponibili ad essere contattate, forniscano i dati necessari, nel rispetto delle normative vigenti”
Domando:
Queste nuove 5 persone iscritte alla Coscioni devono essere nuove rispetto all’anno precedente o non devono essere mai state iscritte alla Coscioni?
Lo stesso dicasi per i 100 nuovi contatti, devono essere completamente nuovi o nuovi rispetto all’anno precedente?
Credo sia importante avere anche nel nostro interno delle regole certe e magari il più possibile chiare e semplici.

A tutti i partecipanti a questo congresso della Coscioni 2011, un caro saluto a tutti voi.
Viva l’associazione Luca Coscioni, viva il Partito Radicale Nonviolento

 

Renato Biondini
Tesoriere cellula di Ancona dell’ass. Coscioni.

 

 

 

 

 

Città
ROMA
Organizzatore
ASSOCIAZIONE LUCA COSCIONI