Il mondo arabo è pieno di droghe sintetiche, ma non se ne parla

Penisola Arabica

La guerra civile in Siria aveva, tra le altre cose, trasformato le zone sotto il controllo del regime di Assad in una fabbrica di captagon, la cacciata del dittatore si è portata dietro diversi mutamenti, tra cui l’impegno delle “nuove” autorità siriane a smantellare la produzione illecita. Il captagon è uno stimolante che da dipendenza, relativamente facile da sintetizzare, che negli ultimi anni è stato illegalmente trafficato dal Medio Oriente, Paesi del Golfo all’Africa e viceversa, con l’80% dei sequestri effettuati in Siria

Secondo un recente rapporto di dell’Ufficio ONU sulle droghe e il crimine, UNODC, la produzione sarebbe in calo. “Sebbene il mercato della droga si sia espanso negli ultimi anni, dividendo il Medio Oriente, la necessità di agire contro il narcotraffico, la sta ora unendo”, ha affermato Bo Mathiasen, Direttore delle Operazioni dell’UNODC, aggiungendo che i paesi del mondo arabo stanno iniziando a condividere informazioni, tra di loro e con l’ufficio di Vienna, conducendo operazioni congiunte – attività che hanno portato a sequestri “record” negli ultimi mesi.

Secondo il rapporto, da dicembre del 2024, la Siria ha smantellato 15 laboratori di livello industriale e 13 strutture di stoccaggio più piccole. Tuttavia, è probabile che la produzione di captagon continui in Medio Oriente. Prima di allora, la produzione giornaliera in Siria poteva raggiungere milioni di compresse. Le scorte derivanti dalla produzione precedente potrebbero garantire l’approvvigionamento per un paio d’anni, se non intercettate. Buona parte del commercio avveniva verso l’Arabia Saudita.

L’intensificarsi delle operazioni di sequestro nell’ultimo anno potrebbe aver in qualche modo ridotto le quantità di captagon sul mercato, con prezzi ora più elevati in alcuni Paesi del Golfo, così come nei Paesi confinanti con la Siria. Tuttavia, i trafficanti hanno diversificato le loro strategie di trasporto utilizzando nuovi metodi per spostare la pasticche attraverso i confini terrestri della regione, come palloni aerostatici e droni.

I Paesi interessanti stanno ancora raccogliendo i dati complessivi sui sequestri effettuati nei loro territori, ma i singoli casi documentati dall’UNODC suggeriscono che, da dicembre 2024, sono state intercettate almeno 177 milioni di compresse in tutta la regione araba, per qualcosa come 30 tonnellate di captagon.

Come spesso accade a operazioni su vasta scala come quella contro il captagon, il continuo smantellamento della filiera di produzione potrebbe spingere i trafficanti e i consumatori verso la metanfetamina e altre sostanze sintetiche. Un rapporto più ampio e aggiornato sul mercato delle droghe sintetiche nei Paesi arabi sarà completato entro giugno 2026.

Responsabile legale della Lista Referendum e Democrazia dal 2022 e Presidente del Comitato Promotore Referendum Cannabis Legale (2021), per l’Associazione coordina varie attività. Senatore radicale (2008 – 2013) per 20 anni ha rappresentato il Partito Radicale all’ONU. Ha collaborato con studi legali inglesi e fondazioni americane su questioni di diritti umani in Italia. Nel 2018 ha fondato Science for Democracy e nel 2021 è stato Sherpa per il Values 20 Group. Ha pubblicato “Operazione Idigov, Come il Partito Radicale ha sconfitto la Russia di Putin alle Nazioni Unite” e “Farnesina Radicale, memorie scelte di vent’anni in giro per il mondo per il Partito Radicale”, “Sgorga Tumulto, finzione, funzione non fazione politica” e curato  “La Cannabis fa bene alla Politica”, “Terapie Stupefacenti” e “È la dose che fa ‘l veleno” (tutti con Reality Book). Per Fandango Libri, con Filomena Gallo ha curato “Proibisco Ergo Sum” (2018) e con Giulia Perrone “Così San Tutt3” (2021). È laureato in lingua e letteratura nord-americana.