ASSOCIAZIONE COSCIONI, ROSA NEL PUGNO, RADICALI LUCANI
Potenza
Domenica, 1 Ottobre
Ore 11.00
“Con Welby, e grazie al Presidente, per abbattere un tabù!”
Eutanasia: Tavolo di informazione e pubblica lettura delle lettere di Piergiorgio Welby(copresidente dell’Associazione Coscioni) e del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano
Potenza – Domenica 1 ottobre, a partire dalle ore 11.00, in Piazza M. Pagano, militanti dell’Associazione Coscioni, Rosa nel Pugno e Radicali Lucani allestiranno un tavolo d’informazione, per affrontare con i cittadini il tema dell’Eutanasia, venuto prepotentemente alla ribalta dopo la lettera aperta inviata dal Copresidente dell’Associazione Coscioni, Piergiorgio Welby, al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, e la sollecita risposta del Capo dello Stato, che ha tra l’altro scritto:“il solo atteggiamento ingiustificabile sarebbe il silenzio, la sospensione o l’elusione di ogni responsabile chiarimento.”
Nel corso della mattinata, nella stessa piazza, gli organizzatori della manifestazione daranno pubblica lettura delle lettere di Piergiorgio Welby e del Presidente Napolitano. Alla manifestazione prenderanno parte Maurizio Bolognetti, Consigliere dell’Associazione Coscioni e Coordinatore regionale RNP, Maria Antonietta Ciminelli, Direzione Radicali Lucani, Mario Colella, Presidente Radicali Lucani.
Dichiarazione di Maurizio Bolognetti, Consigliere Associazione Coscioni e Coordinatore regionale RNP
Domenica, noi militanti della nonviolenza, noi laici, liberali, socialisti, radicali, vogliamo dar voce alla lotta di Piergiorgio Welby, che è la nostra lotta per la legalizzazione dell’Eutanasia, della “morte opportuna”, come afferma Piergiorgio. Vogliamo farlo dando pubblica e ripetuta lettura della straordinaria lettera inviata da Welby al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, e vogliamo farlo dando pubblica e ripetuta lettura della risposta del Capo dello Stato, che, muovendosi pienamente nell’ambito delle sue prerogative, ha saputo e voluto ascoltare. Questo vuole essere il nostro modo di partecipare e dare forza alla speranza umana e civile a cui da corpo Piergiorgio Welby. Noi riteniamo che un uomo abbia il diritto di poter dire basta quando la vita diventa un inutile calvario di dolore e sofferenze fisiche e psichiche. Noi pensiamo che non sia giusto condannare un uomo ad un “inferno” terreno, sequestrandone il corpo.