Il via libera europeo alla patata ogm scava un solco tra Italia ed istituzioni continentali. Con il nostro Paese che avvierà, ha annunciato ieri il ministro delle Politiche agricole Luca Zaia, le procedure per sollevare la clausola di salvaguardia contro la sua commercializzazione e coltivazione, «qualora ciò avvenisse». Ma allo stesso tempo il tubero transgenico Amflora unisce nella protesta forze politiche (e rappresentanze sindacali) le più diverse, legate al mondo della terra.
Anche il Vaticano interviene per precisare la sua posizione, dopo che le dichiarazioni di un alto prelato – il vescovo segretario della Pontificia Accademia delle Scienze, Marcelo Sanchez Sorondo – erano state interpretate dai media come un «si» ufficiale alle coltivazioni di prodotti geneticamente modificati. Un articolo sull’Osservatore Romano uscito ieri pomeriggio con la data di oggi ricorda come esistano perplessità su questa patata per la presenza di un gene che conferisce resistenza a due antibiotici. Inoltre, citando la Caritas in veritate il giornale della Santa Sede ribadisce che la Chiesa non ha «soluzioni tecniche da offrire», ma una «missione di verità». E il problema delle fame del mondo «non dipende tanto da scarsità materiale, ma da scarsità di risorse sociali, la più importante delle quali è di natura istituzionale».
Il ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali Luca Zaia, dunque, ha ribadito la «totale e netta contrarietà agli organismi geneticamente modificati». Inoltre osserva che «non è vero che non sarà usata nell’alimentazione, essendo impiegata nei mangimi entra di fatto nella catena alimentare». Contro la "superkartoffel", il brevetto è tedesco, anche i senatori della Lega Nord: «Mai sulle nostre tavole». E da più parti si annuncia un referendum antipatata: lo dice Zaia e rafforzano il concetto i Verdi. Con il presidente Angelo Bonelli che minaccia un’occupazione non violenta dei campi per impedire semine ogm. In nome della biodiversità e della salute pubblica. Esigenza che muove l’ex ministro Paolo De Castro, oggi a capo della Commissione agricoltura dell’europarlamento, a chiedere «etichette chiare e ben visibili». Contrari agli ogm la Confederazione italiana agricoltura (Cia) che invoca una legge che ne vieti la coltivazione. E la Fondazione Diritti Genetici, presieduta da Mario Capanna. Resta su una posizione di «precauzione» anche la Coop.
Una levata di scudi che trova sponde in varie regioni, a difesa della tipicità delle patate italiane e di chi le mangia. Ma da Bruxelles il direttore generale aggiunto perla tutela della salute dei consumatori, Paola Testori Coggi, precisa che «non c`è alcun rischio che Amflora finisca nel piatto dei consumatori, in quanto la multinazionale Basf può vendere i semi ogm solo agli agricoltori che hanno un contratto con un impianto industriale per uso tessile e per la produzione di carta». Infine, si levano anche alcune -sia pur poche – voci a favore del transgenico. Che fanno leva sul fatto che oggi lo sono gran parte dei mangimi per gli allevamenti di bestiame. «Finora pare che nessuno se ne sia accorto», afferma Confagricoltura. Si unisce Futuragra: «Meglio Amfiora che i boschi distrutti». «Ipocrita levata di scudi», sbotta in nome della ricerca la radicale Elisabetta Zamparutti. Ricorda a Zaia che i referendum sono solo abrogativi e invita a non avere «una mera contrarietà ideologica» il pidiellino Benedetto Della Vedova.
LE PROTESTE
Anche in Francia è polemica e si risente Bové
Coldiretti: ogm ormai solo in 6 Paesi su 27
E polemica anche in Francia contro la decisione di Bruxelles di autorizzare la commercializzazione di Amflora. La Commissione europea deve «uscire dalla sua torre d’avorio e rivedere la decisione», tuona il deputato no global Josè Bovè Anche a Parigi ci si appella alla clausola di salvaguardia. Possibilità che in Europa è stata finora usata da sei Paesi (Austria, Ungheria, Francia, Grecia, Germania e Lussemburgo) per opporsi alla coltivazione del mais Monsanto.Tra i 27 Paesi dell’Ue ormai solo in sei si coltivano ogm e in tutti la produzione è calata del 12% fa sapere la Coldiretti. Il presidente del sodalizio Sergio Marini inoltre, saluta con favore l’impegno del governo a sollevare la clausola e promette che l’associazione «si impegnerà ad attuare qualsiasi iniziativa di carattere legislativo o referendario per continuare a mantenere l’Italia libera da coltivazioni geneticamente modificate». Marini, infine, si dice incoraggiato dall’intervento dell’Osservatore romano «a sostenere un modello di sviluppo economico e agroalimentare a misura d’uomo».
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