Biotestamento: dalla parte del malato

Livia Turco

testamento biologicoL’iter della legge sul testamento biologico entra  nel vivo. In commissione Affari sociali  viene affrontato l’art. 3 che prevede l’ambito  di applicazione delle Dat (dichiarazioni  anticipate di trattamento) e i trattamenti medici che  possono essere indicati in esse. Sarà il banco di prova  per verificare la disponibilità della maggioranza  di tenere conto del dibattito che c’è stato a un anno  dalla morte di Eluana Englaro. Fino ad ora hanno  proceduto con burocratica e arrogante chiusura nei  confronti delle proposte del Pd, accusandoci di ostruzionismo.  Al contrario, ci siamo battuti con spirito  costruttivo per una legge giusta che contemperi la  scelta della persona.

Ci siamo battuti con tenacia per  cambiare la Calabrò. Chiediamo che il governo raccolga  la pressante richiesta dei medici per impedire  l’imposizione dell’accanimento terapeutico, come  vuole la maggioranza. All’art. 3 la proibizione della  sospensione della nutrizione e dell’idratazione riguarda  «una eventuale futura perdita della capacità  di intendere e volere» e, dunque, tutti gli stati di incoscienza  imponendo per legge l’accanimento terapeutico  ai malati in stato vegetativo (circa 2000 persone),  ai malati terminali (250mi1a, di cui 160mila oncologici),  ai malati in terapia intensiva e gli affetti da  malattie degenerative come l`Alzheimer. Per questo  abbiamo presentato un emendamento di riduzione  del danno che cancella questo scandalo e afferma la  possibilità di sospendere la nutrizione artificiale e  l`idratazione quando queste forme di sostegno vitale  mutano la loro funzione e non sono più in grado di  alleviare le sofferenze configurandosi come futili e  sproporzionate. La valutazione di quando si determinino  tali circostanze è demandata al medico secondo  scienza e coscienza, coinvolgendo i familiari.

Il  filo conduttore dei nostri emendamenti è proprio la  relazione di fiducia tra medico, paziente e familiari.  Questo vale anche per la nutrizione artificiale che  deve essere indicata nelle Dat, in quanto forma di  sostegno vitale assicurato da competenze mediche.  La valutazione poi della loro efficacia in un momento  preciso della malattia deve essere rinviata al letto  del paziente attraverso la relazione di fiducia medico,  paziente e familiari. Parliamo di nutrizione e non  alimentazione perché non sono la stessa cosa, come  condiviso da tutta la comunità scientifica. La nutrizione non è alimentazione perché ciò a cui si riferisce  è l`utilizzo di nutriente e non alimenti che vengono  preparati con procedure farmaceutiche e somministrati  per via artificiale, cioè senza ricorrere al normale  processo di deglutizione. Tale definizione  esclude quei pazienti che, pure in stato vegetativo,  conservano anche per molti anni il riflesso della deglutizione  rendendo possibile, seppur laboriosa, la  nutrizione per via normale.

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