È passato un anno. Dodici mesi da quel 9 febbraio quando Eluana Englaro morì. Trecentosessantacinque giorni che non solo non sono riusciti ad avvicinare i protagonisti di una vicenda che in quei giorni divise il Paese ma che oggi anticipano un anniversario introdotto dalle dure parole di Benedetto XVI in occasione della Giornata, della Vita: «Nessuno e padrone della propria vita ma tutti siamo chiamati a custodirla rispettarla dal momento del concepimento fino al suo spegnersi naturale». Un appello che, levatosi da piazza San Pietro, sembra essere indirizzato al mondo della politica invitato a dare una legislazione in tema di testamento biologico per evitare che in futuro si possa ripetere che un decreto legittimi l’interruzione dell’alimentazione e dell’idratazione come è stato fatto per la ragazza di Lecco. Una risposta che Eugenia Roccella, sottosegretario alla Salute, intervenendo ad Udine al convegno «Eluana, il passato e la speranza» organizzato dal Pdl della cittadina in ricordo della. Englaro, non tarda a dare: «Pensiamo di approvare il disegno di legge sul testamento biologico entro l’estate perché, come abbiamo promesso, in Italia non devono più esserci casi Eluana». Ma non è la sola a ricordare, con l’imminenza di questo anniversario, la necessità di arrivare a una legge in breve tempo. «Quella di Eluana è una vicenda che ha scosso gli animi e che ha diviso il Paese in due» ha sottolineato Gaetano Quagliariello, vicepresidente vicario dei senatori del Pdl, anche lui presente a Udine. E, riferendosi all’iter del disegno di legge, dopo aver condiviso la tempistica con la Roccella, continua: «La linea intrapresa a Montecitorio sarà quella inaugurata al Senato. Il che non vuole dire che il testo debba rimanere identico. Una legge come questa è sempre perfettibile, perché legiferare sul confine tra la vita e la morte è cosa quanto mai complessa». E poi, mentre il capogruppo al Senato del Pdl, Maurizio Gasparri, commenta la Giornata della Vita assumendo l’impegno «a contrastare ovunque la cultura della morte. Contro l’eutanasia e la banalizzazione dell’aborto con l’abuso di veleni chimici», il padre di Eluana, Beppino Englaro, difende le sue scelte: «Rifarei tutto quel che ho fatto. Mi sono mosso con la massima trasparenza, rivendicando un diritto e la libertà di poter scegliere di morire, perché nessuno può imporre di vivere senza limiti». Intanto a Paluzza, il piccolo centro tra le montagne della Carnia dove è sepolta Eluana, lo zio farà celebrare domani una messa per ricordare la nipote. Una funzione a cui Beppino Englaro non parteciperà, come aveva già fatto per la messa funebre.
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