Il crocefisso nelle scuole pubbliche spagnole, potrebbe avere i mesi contati. La Commissione istruzione della Camera dei deputati di Madrid ha infatti approvato una mozione nella quale chiede al Governo il ritiro dei crocefissi dalle aule di tutte le scuole del paese, sulla base della sentenza della Corte europea dei diritti umani che all`inizio dello scorso novembre aveva condannato l`Italia per la presenza del simbolo religioso nelle classi.
L`iniziativa, lanciata dai deputati del piccolo partito della sinistra indipendentista catalana è stata approvata giovedì con 20 voti a favore e 16 contrari Con l`appoggio dei socialisti e dei galiziani del Bng. Contrario, invece, lo schieramento di centro-destra. Difficile comunque dire, nonostante il voto favorevole dei socialisti, se questa mozione verrà inserita nella` Ley de Libertad Religiosa", attualmente congelata in parlamento. Il governo guidato da José Luis Zapatero, infatti, pur essendo da sempre in favore dello stato laico, sembrerebbe più propenso a seguire una politica morbida, delegata alle diverse autonomie, piuttosto che una politica di rigida imposizione. E questo per evitare ulteriori scontri con la Chiesa cattolica, dopo le polemiche sulla nuova legge che regola l’aborto. Non è la prima volta che in Spagna si prendono decisioni concrete sui crocefissi nelle aule di scuola: nel 2006 in Andalusia, il collegio San Juan de la Cruz fu obbligato a ritirarli E così nel 2008 in Castilla e Leon il collegio Macias Picaeva di Valladolid. Ieri il ministro dell`Istruzione, Angel Gabilondo, ha dichiarato di «vedere di buon occhio la mozione approvata in Commissione» che rispetta l`art. 16 della Costituzione, quello che garantisce il carattere laico dello stato spagnolo. Da parte sua il presidente della Conferenza episcopale, Antonio Maria Rouco Varela, si è invece rammaricato della mozione, sottolineando di sperare che venga bloccata prima di dar vita a un progetto di legge. «Il ritiro dei crocefissi – ha detto il prelato – tornerebbe a privare l e famiglie e i bambini spagnoli delle scuole pubbliche di poter vedere il simbolo fondamentale e caratteristico della loro fede. Fede che ha configurato la loro storia personale, quella della loro famiglia e del loro popolo». E c`è chi, come l`arcivescovo di Toledo, propone già un referendum popolare sull`argomento.
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