Sla: lettera di Maria Antonietta Farina Coscioni a Silvio Berlusconi

Due nuovi parlamentari si sono aggiunti  ieri allo sciopero della fame in sostegno  dell’iniziativa per i malati di sclerosi laterale  amiotrofica: Mario Pepe, del Pdl, e Domenico  Scilipoti dell’Idv. Salgono così a sei i deputati  coinvolti in questa forma di protesta, alla quale  nei giorni scorsi hanno aderito Niccolò Rinaldi  e Mario Leddi, mentre Maria Antonietta  Farina Coscioni e Maurizio Turco, radicali  eletti nelle fila del Pd, sono al dodicesimo giorno  di digiuno.

La vicenda ha avuto inizio il 6  novembre scorso quando alcuni malati di Sla  sardi – Salvatore Usala, Giorgio Pinna, Mauro  Serra, Claudio Sabelli – hanno intrapreso uno  sciopero della fame, denunciando di essere costretti  a vivere in una situazione al limite della  disperazione, senza aiuti economici adeguati  e assistenza. Così, la Coscioni ha cominciato  a sua volta un digiuno "politico" per ottenere  informazioni sull’effettivo utilizzo dei finanziamenti  stanziati nel 2007 e nel 2008 per la fornitura  dei "comunicatori" di nuova generazione,  apparecchi che consentono ai malati con  gravi patologie e con compromissione della facoltà  di parlare di interagire con il mondo  esterno. La protesta punta poi a rendere effettiva  e operativa l’approvazione dei nuovi standard  previsti dalla legge per le protesi, in modo  che sia garantita la fornitura adeguata di  sussidi moderni ed efficienti «ad ogni persona  con disabilità», insieme con un’assistenza domiciliare  adeguata per i soggetti malati di sclerosi  laterale amiotrofica.  Ieri, la promotrice dell’iniziativa a sostegno   delle vittime dello Sla, si è rivolta direttamente  anche al capo del governo. In una lettera  aperta a Silvio Berlusconi ha lamentato  la contraddittorietà delle indicazioni ricevute  da Ferruccio Fazio e ha sollecitato una decisione  della conferenza Stato-Regioni sui malati  di Sla. Nelle regioni italiane, denuncia la  Coscioni, non è stata effettuata ancora una  "mappatura" sulla distribuzione geografica  dello Sla, ed è sconcertante che tanti malati  muoiano ancora per abbandono e soprattutto  perché, non avendo assistenza specifica, non  hanno fatto la tracheotomia. Il principale  strumento legislativo che potrebbe aiutare  queste e altre persone, i Lea (Livelli essenziali  di assistenza) e il "Nomenclatore degli ausili  e delle protesi" che non è aggiornato dal  1999, è in attesa da un anno e mezzo di essere  sottoposto alla conferenza Stato-Regioni e ancora  non c’è traccia di un accordo.  «Confido dunque in un suo intervento – conclude  la lettera della Coscioni a Berlusconi che  auspico sia tempestivo per chiudere una vicenda  che da troppo tempo attende di essere risolta.  I malati, le loro famiglie stanno attendendo  da troppo tempo che si faccia quello che,  voglio ancora credere e sperare, non si è fatto  per mera burocrazia, ma che si traduce in un  formale, sostanziale e grave mancato rispetto  del diritto e dei loro diritti. Il Ministero della  Salute faccia finalmente quello che da tempo  doveva fare e che non ha trovato tempo e modo  di espletare, e consenta così alla Conferenza  Stato-Regione di procedere rapidamente».    

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