Dalle “cellule bambine” un nuovo importante risultato per i malati di tumore. Staminali embrionali umane, infatti, potrebbero un giorno aiutare le persone a superare i deficit di memoria e apprendimento legati alla radioterapia per trattare i tumori cerebrali.
È quanto emerge da un nuovo studio dell’Università della California a livine (Usa). I ricercatori hanno dimostrato, in uno studio sui ratti, che il trapianto di staminali ripara la memoria e migliora l’apprendimento, portandoli ai livelli normali, quattro mesi dopo la radioterapia. Al contrario, gli animali sottoposti alle radiazioni e che non erano stai trattati con le “cellule bambine”, hanno sperimentato un calo di oltre il 50% delle funzioni cognitive. «I nostri risultati forniscono la prima prova dei fatto che queste cellule possono essere usate per migliorare il danno dei tessuti sani del cervello, indotto dalle radiazioni», spiega Charles Limoli, oncologo e autore dello studio pubblicato sulla rivista scientifica “Pnas”. E Limoli, commentando i suoi dati, si dice ottimista: «Con ulteriori ricerche, le cellule staminali potranno un giorno essere usate per contrastare una serie di eventi avversi associati alla radioterapia».
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