In Etiopia la Chiesa getta la maschera

Ad Addis Abeba anche i cattolici votano per la persecuzione degli omosessuali

Come tutti sanno, la Chiesa cattolica condanna l’omosessualità perché contraria alla morale cristiana ma, sia ben chiaro, non ha nulla contro le persone omosessuali, anzi si oppone a qualsiasi discriminazione nei loro confronti. Il mese scorso, all’Onu, ha votato contro la risoluzione franco- europea per la depenalizzazione globale dell’omosessualità, ma solo per il timore che, legittimando questa pratica, si aprisse in qualche modo la strada ai matrimoni omosessuali, disgregando la famiglia tradizionale. Solo e soltanto per questo. La Chiesa cattolica, anche quando si schiera con le teocrazie islamiche che puniscono l’omosessualità con la morte, non vorrebbe mai che gli omosessuali fossero perseguitati, vero ?

No. Non è vero. Si tratta solo di un’ipocrisia e quanto accaduto recentemente in Etiopia lo dimostra. Alla vigilia di Natale, si sono riuniti ad Addis Abeba i leader religiosi di quel paese. Erano presenti una dozzina di massimi esponenti delle principali confessioni, compresi i capi degli ortodossi, dei protestanti e, appunto, della Chiesa cattolica. Tutti costoro, nessuno escluso, hanno approvato all’unanimità un appello ai legislatori, per chiedere che la condanna dell’omosessualità – già punita dal codice penale etiopico – sia inserita nella Costituzione. Attualmente per questo reato è prevista una pena minima di 6 mesi, ma i firmatari del documento hanno chiesto un inasprimento delle pene e una modifica della Costituzione, per mettere definitivamente al bando questa attitudine.

Nel testo dell’appello, l’omosessualità viene definita "il culmine dell’immoralità". Al termine dell’incontro, il patriarca ortodosso Abune Paolos ha definito gli omosessuali "stupidi come animali": devono essere discriminati e corretti, devono ricevere una lezione, ha aggiunto. I religiosi unanimi hanno chiesto al governo l’apertura di centri di riabilitazione e di mettere anche sotto stretto controllo la distribuzione di materiale pornografico.

Sium Antonios, capo della ong locale "Uniti per la vita", ci ha messo del suo: "L’omosessualità non rientra fra i diritti umani e non è in relazione con la Creazione; non ha fondamento biologico. E’ inaccettabile e immorale".

Il fatto che il massimo rappresentante della Chiesa cattolica abbia concorso con il suo voto all’approvazione di questo appello e di queste dichiarazioni, mette il Vaticano di fronte alle sue responsabilità. Il dichiararsi contrario alle discriminazioni si dimostra clamorosamente falso e smentito dai fatti. Le motivazioni addotte in sede Onu si rivelano per quel che erano: un trucco di politicanti preoccupati di salvare la faccia, ma ben determinati a difendere un principio teocratico e illiberale. Così, davanti all’opinione pubblica italiana ci si può atteggiare a persone buone e di fronte alla comunità internazionale ci si finge aperti e dialoganti. Invece, quando si trovano in condizione di esercitare un potere politico reale, le gerarchie si presentano con il loro vero volto: oscurantista, retrogrado e privo di pietà cristiana.