Palermo come Miami: non si parla di sole e mare, ma di biotecnologie e trapianti. La prima cura che ha liberato dall’obbligo di insulina un paziente affetto da diabete di tipo I, o giovanile, potrà ora essere attuata come un «clone» anche a Palermo, presso l’Istituto mediterraneo dei trapianti (Ismett). L’accordo con l’università di Miami, dove è stata applicata per la prima volta al mondo la tecnica su una malata italiana, rientra in un progetto più ampio che coinvolge centri diversi a livello mondiale, come il Karolinska di Stoccolma. Da gennaio 2006 tutto dovrebbe essere pronto per effettuare all’Ismett il doppio trapianto di cellule beta (quelle che producono insulina nel pancreas) e di staminali del midollo CD34+ (quelle che scelgono «amici» e «nemici» dell’organismo). E qui sta il trucco: le cellule beta trapiantate da sole possono innescare una reazione di difesa (rigetto) ed essere distrutte, ma insieme alle CD34+ vengono memorizzate come amiche e non attaccate. L’ipotesi di Camillo Ricordi, direttore del centro di Miami e ideatore della tecnica, ha trovato riscontro nella prima trapiantata: Antonella S. (44 anni) di Novara. Finora lei, colpita dal male a 14 anni (tre iniezioni di insulina al giorno), è da oltre tre mesi insulina free. Bruno Gridelli, direttore scientifico dell’Ismett di Palermo, è soddisfatto: «Non si tratta solo di essere i primi in Italia e nell’area del Mediterraneo a poter sperimentare la nuova tecnica, ma di poter lavorare anche a nuovi farmaci capaci di rigenerare le cellule beta. In una sorta di mega laboratorio mondiale». Camillo Ricordi, da Miami, ha infatti pianificato un progetto ambizioso: un polo biotecnologico internazionale con gruppi di ricerca misti (tra i vari istituti), scambio di dati, nessun doppione sui filoni di studio. Tutti uniti da una sorta di tele-laboratorio. Un esempio: una biopsia fatta a Palermo è analizzata in diretta da Miami con un laborobot teleguidato e viceversa, così come Stoccolma può seguire una sperimentazione a Miami. L’investimento è di 700 milioni di dollari. Ma quello che più conta sono i due pazienti in training per essere trapiantati a Palermo. Data prevista: marzo 2006
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